Sono 3 giorni ormai che la Sicilia ha detto basta alle ingiustizie che da troppo tempo subisce. ( al riguardo, su questo blog, http://quattrochiacchiereeduncaffe.blogspot.com/2012/01/la-sicilia-alza-la-vocefinalmente.html)
3 giorni in cui televisioni e giornali hanno taciuto i fatti, limitandosi a qualche breve accenno su pressione degli stessi manifestanti. Peggiore del vergognoso silenzio dei mass media è però l'inesattezza delle poche notizie diffuse; per questo motivo occorre fare chiarezza.
Il blocco delle autostrade e lo sciopero degli autotrasportatori sicuramente stanno causando dei disagi: buona parte dei distributori di benzina è a secco e i generi alimentari iniziano a scarseggiare. Tuttavia, la Sicilia non è in ginocchio per la protesta, ma protesta perché in ginocchio!
La 'minaccia' delle conseguenze negative di una simile agitazione può forse funzionare laddove c'è un'alternativa valida, laddove la gente ha ancora fiducia nel sistema. Quando invece non si ha più nulla da perdere, si tenta il tutto per tutto. E non pensate che la gente non abbia in realtà timore di non trovare più nulla al supermercato, solo che la disperazione e la rabbia hanno prevalso, stavolta. Ed il vergognoso tacere delle Istituzioni, dei mezzi di informazione e di quanti dovrebbero avere il dovere di ascoltarci, non fa che alimentare l'esasperazione, sappiatelo.
Qualche sito ha riportato che dietro al Movimento dei Forconi si nascondo partiti politici, principalmente di destra. Vorrei precisare in merito che dietro la protesta non c'è alcuna forza politica, solo l'esasperazione delle persone. La prova sta nel tentativo, da parte di alcuni esponenti politici e simpatizzanti tali, di screditarla, definendola disorganizzata, pericolosa, persino banale. Il motivo di tanta diffidenza sta, a mio avviso, probabilmente nel fatto che l'iniziativa per una volta è partita dal popolo e non da loro, come dire: se la manifestazione è organizzata da tal partito, ben venga. Altrimenti, è dannosa. Altra accusa proveniente da questi signori è di essere opportunisti poiché in passato, tra le persone che oggi protestano, ci sono anche coloro che hanno dato fiducia al governo, lo hanno appoggiato, hanno acconsentito affinché perpetrasse soprusi ai loro stessi danni. Questo purtroppo ha un fondamento di verità.
è opinione di chi vi scrive che se la situazione è così drammatica, la colpa è sicuramente di scelte politiche sbagliate e di promesse non mantenute. In parte però è anche di chi ha appoggiato tale operato, di chi si è fidato, di chi credeva di scegliere il meglio. Detto ciò, riconosciute le colpe, cosa si poteva fare? Pagare ammenda tutta la vita, per la serie: " hai sbagliato prima, adesso zitto e buono"? La mia risposta è no! Essendo con le spalle al muro, la decisione era tra arrendersi, come sempre, o reagire: la Sicilia ha scelto la seconda opzione.
A tutti i politici e i politicanti che stanno tentando di screditare questa protesta pacifica, dico: non è dando addosso alle persone che si ricucirà la frattura politica/popolo.
Nessuno nega l'importanza del sistema democratico, basato sull'elezione di rappresentanti che devono fare propri gli interessi della collettività. E nessuno dice che questo sia un ruolo facile da ricoprire, né che non si possa sbagliare. Ma se l'agitazione è così grande, se il malumore è così profondo, vuol dire che l'errore di chi doveva rappresentarci è stato troppo grave. Le persone non si riconoscono più nei rappresentanti che hanno eletto: hanno sbagliato ad eleggerli forse, ma è un loro diritto accorgersi dello sbaglio e fare di tutto per rimediare. Non è invece un diritto dei rappresentanti salire al potere pensando al denaro e dimenticandosi dei cittadini.
Allora, anziché puntare il dito contro, riflettete sul perché le persone non vogliono più essere associate ad un qualsivoglia partito politico e sul perché la protesta, partita dalla Sicilia, si sta espandendo a macchia d'olio anche nelle altre regioni d'Italia. Smettete i panni di politici per un giorno, se ci riuscite, ed entrate in quelli dei normali cittadini. Sarà dura per voi, me ne rendo conto, immaginare di vivere con meno di mille euro al mese, di scegliere se pagare la bolletta della luce o comprare un paio di scarpe nuove ai vostri figli, ché quelle vecchie si sono bucate. Sarà dura disperarsi perché non c'è lavoro, perché ci sono l'affitto o il mutuo da pagare. Sarà dura svegliarsi ogni mattina senza avere alcuna certezza. Vi verrà da impazzire.
Ebbene, sappiate che tutto questo milioni di persone lo affrontano quotidianamente e sono stanche. E fortemente incazzate.
Che abbiate capito o meno, comunque, smettetela di criticare: non fate che peggiorare le cose. Fatevi da parte, la misura è colma.
Grazia
mercoledì 18 gennaio 2012
Dentro la protesta.
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lunedì 16 gennaio 2012
La Sicilia alza la voce...finalmente!
« se mala segnoria, che sempre accora
li popoli suggetti, non avesse
mosso Palermo a gridar: "Mora, mora!". »
li popoli suggetti, non avesse
mosso Palermo a gridar: "Mora, mora!". »
(Dante, Divina Commedia, canto VIII del Paradiso, a proposito dei Vespri siciliani)
16 Gennaio 2012: la Sicilia si ferma. La Sicilia protesta. La Sicilia non vuole più essere sfruttata e presa in giro. Non vuole più essere terra che produce solo debito e non anche reddito.
Come i Vespri siciliani storici del XIII secolo, oggi il Movimento dei Forconi alza la voce. E lo fa con la determinazione di chi non ha più nulla da perdere.
Gli indignati siciliani sono innanzitutto agricoltori, sono artigiani, sono contadini, sono allevatori e pastori; insieme costituiscono l'economia agricola siciliana, che coinvolge più di un milione di persone e che ormai è ridotta al collasso da scelte politiche regionali e nazionali sbagliate. Un chilo di limoni, prodotti tipici di questa terra, vengono venduti a meno di 50 centesimi al mercato ortofrutticolo e trasportarli al nord costerebbe più del doppio. In parole povere, i prodotti siciliani hanno perso il loro valore, non c'è più guadagno, le aziende rappresentano solo un costo. Alla protesta si è aggiunta anche l'A.I.A.S, la società degli autotrasportatori, nonché i commercianti, i professionisti e tutti i siciliani stanchi di essere presi in giro da promesse del governo non mantenute. Cosa chiedono? L'applicazione dello statuto siciliano e la defiscalizzazione dei carburanti e dell'energia elettrica. L'utilizzo dei fondi europei per lo sviluppo per risolvere la crisi e il blocco delle procedure esecutive della Serit, l'agenzia siciliana di riscossione dei tributi. Chiedono insomma di poter portare reddito alle loro aziende e di sfamare le famiglie senza dover svendere la propria dignità di lavoratore.
La Sicilia però ha un conto aperto con lo Stato Italiano ben più grande di questo, e con origini più antiche.
Il Regno delle Due Sicilie era, prima dell'unificazione d'Italia, uno tra i regni più ricchi e moderni, vincendo anche un premio come Paese più industrializzato del Mondo. Qui nacque il primo Parlamento della Storia e qui aveva sede il primo stabilimento siderurgico italiano. La sua flotta navale era pari a 4/5 di quella italiana, la quarta nel mondo. Era il Sud il primo produttore di materie prime per l'industria.
Dopo il 1861 però, fu attuata una politica di...'spostamento delle ricchezze' dal Sud al Nord, favorendo lo sviluppo economico delle regioni settentrionali a discapito delle industrie e dell'agricoltura del meridione, che fu letteralmente abbandonato. I Savoia trafugarono dalle casse del sud ben 443 milioni di lire oro, a fronte dei 20milioni posseduti dallo Stato savoiardo.
Tale politica, iniziata secoli fa, è continuata fino ai giorni nostri, trascinando sempre più in miseria quelle che un tempo erano le regioni più ricche della Penisola. Che fanno fatica a risollevarsi ora, è vero...ma è difficile riuscirci se si continua a gettar loro fango in testa e a farsene beffa, da parte delle Istituzioni e di quanti le definiscono 'il marcio dell'Italia', 'il peso', 'la rovina' di questo Paese, dimenticandosi però del perchè si sono ridotte in questo modo.
Io sono siciliana e magari tanti di voi penseranno che il mio sia un discorso 'di parte'. Liberi di farlo, ovviamente, ma sappiate che queste non sono fantasie, non sono scuse accampate per giustificare i problemi attuali. Questi sono fatti. Questa è Storia. La "Questione Meridionale" non esisteva prima dell'unificazione e non esisterebbe nemmeno ora, se i nostri politici non avessero abbassato la testa e acconsentito (con tanto di tornaconto personale, ovviamente) a prosciugare, sfinire, distruggere la loro stessa terra.
Credetemi allora che questa non vuole essere la solita polemica 'Nord contro Sud', che nel 2012 andrebbe ormai superata. Io amo l'Italia tutta, senza distinzioni.
Semplicemente, il mio è un tentativo per far capire che i soprusi, le ingiustizie, l'impoverimento che tutti gli italiani stanno 'sperimentando' adesso, noi 'terroni' li subiamo da troppo tempo. Non vedetela come una ribellione tutta nostra, perchè la vecchia questione meridionale è diventata ormai nazionale. I problemi sono ovunque gli stessi. Siatene partecipi, piuttosto.
Oggi noi siciliani abbiamo deciso di dire 'basta!' e alzare la voce. E spero tanto che il nostro grido di protesta possa arrivare alle orecchie ben imbacuccate di tutti quelli che finora hanno saputo solo sfruttarci e mai ascoltarci.
Grazia
(per aggiornamenti vedere l'articolo al riguardo su questo blog http://quattrochiacchiereeduncaffe.blogspot.com/2012/01/aggiornamenti-dalla-sicilia.html )
lunedì 9 gennaio 2012
Gennaio, mese terribile!
Odio Gennaio, è ufficiale.
Per anni ho creduto che Novembre fosse il mese più brutto dell'anno: le giornate si accorciano, arriva il primo freddo, l'aria è così "grigia"... Col tempo mi sono ricreduta: Gennaio è infinitamente peggio!
Già le premesse non sono delle migliori: il 31 Dicembre siamo tutti lì ad aspettare il Grande Cambiamento,quello che darà alle nostre vite una direzione tutta diversa...una svolta epocale, insomma, ed in sole 24ore, stupefacente! Inutile dire che poi, puntualmente,Gennaio arriva ma non succede nulla! Siamo all'inizio, ok, bisogna essere ottimisti...però ammettiamolo: a parte il fastidioso mal di testa dovuto ai festeggiamenti della notte precedente, non c'è stato nessun cambiamento istantaneo. Nessun miracolo. Pura delusione.
Gennaio è anche il mese dei buoni propositi, maturati tra una fetta di panettone ed un piatto di lenticchie. Propositi che, passate le feste, si scontrano con il ritorno alla vita di tutti i giorni...il che, credetemi, non è mai semplice. Anzi, è qui che avviene il dramma.
Le vacanze natalizie ci lasciano addosso gli immancabili chili di troppo; quelli che, mentre si accumulavano, facevamo finta di non vedere. E che una volta posizionati qua e là sul nostro corpo, non se ne vanno via mica facilmente, oh no! Quindi al rientro, ci tocca la dieta. E la palestra. E sappiamo tutti come vincere la pigrizia e la voglia di dolci e fritture, sia un'impresa a dir poco epica. A tutto ciò bisogna aggiungere il trauma del rientro al lavoro, la nostalgia per i tempi passati sul divano nella totale nullafacenza e il freddo pungente che in questi giorni non dà tregua, per avere il quadro della situazione quasi al completo.
Perchè poi c'è la S.D.I.P.E.
Che detta così può pure sembrare una cosuccia simpatica, ma in realtà c'è ben poco da ridere. La S.D.I.P.E., Sindrome Da Imbruttimento Pre -Esami, è una catastrofe che colpisce la quasi totalità degli studenti universitari, più donne che uomini. Ci sono varie forme di S.D.I.P.E., a seconda dei periodi di diffusione, direttamente collegabili alle sessioni d'esami. In ordine crescente di gravità, troviamo innanzitutto la S.D.I.P.E. della sessione estiva, la più leggera. Sarà perchè ci sono già le belle giornate, che mettono di buon umore; o perchè comunque vada, chissenefrega! è estate e dunque automaticamente si va in vacanza; fatto sta che gli effetti della sindrome in questo periodo sono appena visibili: giusto un pò di stanchezza, un 'lieve' calo di concentrazione ( il pensiero è rivolto ormai al bagnino figo giù al lido o alle ragazze in micro-bikini) ed il colorito rosso intenso/dorato di chi ha voluto andare a ripassare in spiaggia (e si è scottato).
Poi c'è la S.D.I.P.E. della sessione autunnale, mediamente pesante. Ricominciare dopo l'estate è sicuramente un trauma, un'ingiustizia inaccettabile per ogni studente che si rispetti. Ma il tutto è bilanciato dal tempo ancora mite; dalla pelle ancora leggermente abbronzata; dai vari 'inciuci' estivi freschi freschi da raccontare agli amici, per rendere più sopportabili le giornate di studio.
Infine, ecco la più temibile: la S.D.I.P.E. da sessione invernale, che non lascia scampo alcuno. Questa variante della sindrome si aggiunge alle conseguenze del post Natale di cui sopra e gli effetti sono a dir poco devastanti! Negli uomini è possibile notare un accenno di pancetta, la barba incolta, l'uso dei vestiti del giorno prima (e di quello prima ancora), perchè bisogna studiare e non c'è mica tempo per star lì a cambiarsi, eh! Nelle donne è anche peggio: se gli uomini utilizzano l'abbigliamento del giorno prima, le fanciulle non si vestono proprio! Nel periodo pre-esami si sta rigorosamente in pigiama, preferibilmente taglia XXL, che è più comodo. è bandito lo shampoo, tra le perdite di tempo più gravi, e si rispolvera il vecchio mollettone per tenere fermi i capelli in fantasiosi, orridi, toupè. Ogni contatto umano è bandito, se non con altre studentesse nelle medesime condizioni. Unica forma d'affetto concessa è quella data dal cioccolato, leale compagnia dei lunghi pomeriggi passati sui libri (il buon proposito della dieta è ormai un lontano ricordo). Completano il tutto il colorito cadaverico, gli immancabili brufoli nati dalla schifezze ingerite in quantità industriali e i sensi di colpa per essersi ridotte all'ultimo minuto (anche i maschietti sono soliti ridursi all'ultimo, ma reggono meglio la pressione!). Non vi è consolazione alcuna, se non quella di aver fatto un passo avanti verso la laurea, forse! Anche se... a pensarci bene... Gennaio è il mese dei saldi invernali...dunque in fondo qualcosa di positivo c'è!
Però mi chiedo: con sta crisi ci sarà davvero qualcuno che compra qualcosa? Mah! In attesa di una risposta, finisco il mio barattolo di Nutella...
Grazia
Per anni ho creduto che Novembre fosse il mese più brutto dell'anno: le giornate si accorciano, arriva il primo freddo, l'aria è così "grigia"... Col tempo mi sono ricreduta: Gennaio è infinitamente peggio!
Già le premesse non sono delle migliori: il 31 Dicembre siamo tutti lì ad aspettare il Grande Cambiamento,quello che darà alle nostre vite una direzione tutta diversa...una svolta epocale, insomma, ed in sole 24ore, stupefacente! Inutile dire che poi, puntualmente,Gennaio arriva ma non succede nulla! Siamo all'inizio, ok, bisogna essere ottimisti...però ammettiamolo: a parte il fastidioso mal di testa dovuto ai festeggiamenti della notte precedente, non c'è stato nessun cambiamento istantaneo. Nessun miracolo. Pura delusione.
Gennaio è anche il mese dei buoni propositi, maturati tra una fetta di panettone ed un piatto di lenticchie. Propositi che, passate le feste, si scontrano con il ritorno alla vita di tutti i giorni...il che, credetemi, non è mai semplice. Anzi, è qui che avviene il dramma.
Le vacanze natalizie ci lasciano addosso gli immancabili chili di troppo; quelli che, mentre si accumulavano, facevamo finta di non vedere. E che una volta posizionati qua e là sul nostro corpo, non se ne vanno via mica facilmente, oh no! Quindi al rientro, ci tocca la dieta. E la palestra. E sappiamo tutti come vincere la pigrizia e la voglia di dolci e fritture, sia un'impresa a dir poco epica. A tutto ciò bisogna aggiungere il trauma del rientro al lavoro, la nostalgia per i tempi passati sul divano nella totale nullafacenza e il freddo pungente che in questi giorni non dà tregua, per avere il quadro della situazione quasi al completo.
Perchè poi c'è la S.D.I.P.E.
Che detta così può pure sembrare una cosuccia simpatica, ma in realtà c'è ben poco da ridere. La S.D.I.P.E., Sindrome Da Imbruttimento Pre -Esami, è una catastrofe che colpisce la quasi totalità degli studenti universitari, più donne che uomini. Ci sono varie forme di S.D.I.P.E., a seconda dei periodi di diffusione, direttamente collegabili alle sessioni d'esami. In ordine crescente di gravità, troviamo innanzitutto la S.D.I.P.E. della sessione estiva, la più leggera. Sarà perchè ci sono già le belle giornate, che mettono di buon umore; o perchè comunque vada, chissenefrega! è estate e dunque automaticamente si va in vacanza; fatto sta che gli effetti della sindrome in questo periodo sono appena visibili: giusto un pò di stanchezza, un 'lieve' calo di concentrazione ( il pensiero è rivolto ormai al bagnino figo giù al lido o alle ragazze in micro-bikini) ed il colorito rosso intenso/dorato di chi ha voluto andare a ripassare in spiaggia (e si è scottato).
Poi c'è la S.D.I.P.E. della sessione autunnale, mediamente pesante. Ricominciare dopo l'estate è sicuramente un trauma, un'ingiustizia inaccettabile per ogni studente che si rispetti. Ma il tutto è bilanciato dal tempo ancora mite; dalla pelle ancora leggermente abbronzata; dai vari 'inciuci' estivi freschi freschi da raccontare agli amici, per rendere più sopportabili le giornate di studio.
Infine, ecco la più temibile: la S.D.I.P.E. da sessione invernale, che non lascia scampo alcuno. Questa variante della sindrome si aggiunge alle conseguenze del post Natale di cui sopra e gli effetti sono a dir poco devastanti! Negli uomini è possibile notare un accenno di pancetta, la barba incolta, l'uso dei vestiti del giorno prima (e di quello prima ancora), perchè bisogna studiare e non c'è mica tempo per star lì a cambiarsi, eh! Nelle donne è anche peggio: se gli uomini utilizzano l'abbigliamento del giorno prima, le fanciulle non si vestono proprio! Nel periodo pre-esami si sta rigorosamente in pigiama, preferibilmente taglia XXL, che è più comodo. è bandito lo shampoo, tra le perdite di tempo più gravi, e si rispolvera il vecchio mollettone per tenere fermi i capelli in fantasiosi, orridi, toupè. Ogni contatto umano è bandito, se non con altre studentesse nelle medesime condizioni. Unica forma d'affetto concessa è quella data dal cioccolato, leale compagnia dei lunghi pomeriggi passati sui libri (il buon proposito della dieta è ormai un lontano ricordo). Completano il tutto il colorito cadaverico, gli immancabili brufoli nati dalla schifezze ingerite in quantità industriali e i sensi di colpa per essersi ridotte all'ultimo minuto (anche i maschietti sono soliti ridursi all'ultimo, ma reggono meglio la pressione!). Non vi è consolazione alcuna, se non quella di aver fatto un passo avanti verso la laurea, forse! Anche se... a pensarci bene... Gennaio è il mese dei saldi invernali...dunque in fondo qualcosa di positivo c'è!
Però mi chiedo: con sta crisi ci sarà davvero qualcuno che compra qualcosa? Mah! In attesa di una risposta, finisco il mio barattolo di Nutella...
Grazia
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martedì 3 gennaio 2012
Quando il taglio proprio 'nun s'ha da fà' ! Resoconto di un risultato annunciato.
Notizia di questa mattina: la Commissione Giovannini, istituita per studiare i possibili tagli alla Casta Politica, ha alzato bandiera bianca. Troppo difficile raccogliere i dati necessari e troppo poco il tempo messo a sua disposizione per farlo.
Pare che la normativa sugli stipendi dei parlamentari sia così complessa ed articolata, che nemmeno un gruppo di esperti è riuscito a far luce al riguardo. Come dire, mangiano e si trastullano alle spalle del povero cittadino, rigirandosi le leggi a loro piacimento, da ormai così tanto tempo che ora è impossibile trovare il bandolo della matassa. La conclusione è che gli stipendi dei nostri politici rimarranno invariati: 16000euro lordi al mese, più benefits vari...praticamente i compensi più alti d'Europa! Infatti i politici francesi guadagnano 'solo' 13.500euro al mese, i tedeschi vivacchiano con 12.600euro, gli austriaci tirano avanti con 8.650euro e poi ci sono quei "poveretti" degli spagnoli che prendono 4.630euro circa al mese, praticamente una miseria! La cosa che fa più imbestialire la sottoscritta, oltre alle cifre indubbiamente spropositate, è che almeno per quanto riguarda i nostri Rappresentanti, il loro compenso è inversamente proporzionale alla loro utilità: meno fanno, più guadagnano.
Pare che la normativa sugli stipendi dei parlamentari sia così complessa ed articolata, che nemmeno un gruppo di esperti è riuscito a far luce al riguardo. Come dire, mangiano e si trastullano alle spalle del povero cittadino, rigirandosi le leggi a loro piacimento, da ormai così tanto tempo che ora è impossibile trovare il bandolo della matassa. La conclusione è che gli stipendi dei nostri politici rimarranno invariati: 16000euro lordi al mese, più benefits vari...praticamente i compensi più alti d'Europa! Infatti i politici francesi guadagnano 'solo' 13.500euro al mese, i tedeschi vivacchiano con 12.600euro, gli austriaci tirano avanti con 8.650euro e poi ci sono quei "poveretti" degli spagnoli che prendono 4.630euro circa al mese, praticamente una miseria! La cosa che fa più imbestialire la sottoscritta, oltre alle cifre indubbiamente spropositate, è che almeno per quanto riguarda i nostri Rappresentanti, il loro compenso è inversamente proporzionale alla loro utilità: meno fanno, più guadagnano.
E mentre al cittadino si chiedono ulteriori sacrifici, con tanto di lacrime del Ministro Fornero, da alcuni viste come segno di umiltà e di umanità (mi chiedo dove siano finite adesso l'umiltà e l'umanità); mentre gli Italiani sono sempre più poveri e il potere d'acquisto, in 10 anni di euro, è crollato del 40%; mentre si fa fatica ad arrivare non più a fine mese, ma già alla terza settimana, se non addirittura alla seconda; mentre insomma l'Italia va a rotoli, i nostri 'amati' Politici continuano ad ingrassare a spese nostre! Comodamente seduti nelle loro auto blu con lacchè al seguito, ovviamente. Anche se, in effetti, un aumento nei loro confronti c'è stato: il caffè alla buvette di Montecitorio è passato da 0.70 a ben 0.80 centesimi; il cappuccino da 1 euro a 1.10; l'aperitivo sarà addirittura un affronto: l'analcolico passerà da 1 euro e 50 cent. a 3.50, l'alcolico da 2 euro a ben 4.50! Roba da protesta! Non è che ora penseranno di introdurre una nuova tassa per rimediare ai 10 centesimi in più per la brioche?
Ironia a parte, la polemica infuria ma loro tacciono. Tranne per qualche stronzata fuori luogo della Mussolini, che si fa beffa dei tagli alla Casta ipotizzando di affidare il lavoro della Commissione a Rizzo e Stella, i due giornalisti che da tempo indagano sui costi e sugli sprechi della politica. La stessa Mussolini, che evidentemente ha qualche problema a tenere la bocca chiusa, qualche tempo fa aveva dichiarato anche che ridurre il loro compenso a 5000euro al mese avrebbe significato indurli al suicidio. Non so se il suo sia stato un indiretto suggerimento ai colleghi spagnoli, che prendono anche meno, o un tentativo mal riuscito di impietosire gli Italiani...ma...vi rendete conto da che gente siamo rappresentati? E se si, come sembra dalle polemiche e dai commenti non proprio amorevoli che circolano in rete, non pensate sia ora di dire "basta!" e riprenderci ciò che ci appartiene, ovvero il nostro Paese? O vi siete già rassegnati? O magari siete tra chi- assurdamente- ancora tenta di difendere il governo e addirittura punta il dito contro il cittadino, accusandolo di non aver pazienza e di voler far polemica a tutti i costi? Tra tutti quelli il cui unico scopo era togliersi Berlusconi dalle scatole e non il reale benessere del Paese? Fate voi.
Io vi ricordo che l'art. 1 della Costituzione Italiana recita testuali parole: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."
Ci hanno tolto il lavoro. Ci hanno tolto la sovranità. Ci hanno tolto un futuro. Sta a noi, adesso, non farci togliere almeno la dignità.
Grazia
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sabato 31 dicembre 2011
Per Stefania.
Oggi alle 15.30, mentre molti di noi prendevamo un caffè e decidevamo il menù del cenone di capodanno, a Licodia Eubea (Catania) si celebravano i funerali di Stefania Noce e di suo nonno Paolo. Stefania aveva solo 24anni ed è morta ammazzata dal suo ex ragazzo che, non accettando la fine della storia, continuava a perseguitarla. Un ultimo litigio e lei non c'è più.
L'indignazione per quanto accaduto è stata tanta...e numerosi sono stati gli articoli di giornale o i post nei blog che hanno parlato di delitto d'amore. Amore.
Non pensate anche voi, come me, che l'uso di questa parola sia decisamente fuori luogo? L'amore è un sentimento complesso ma positivo, profondo...indica affetto, dedizione, simpatia. Non morte. E allora come può colui che dice di amare togliere la vita alla persona amata? Forse sarebbe il caso di parlare di follia omicida, di possesso, di smisurata gelosia....ma non di amore. L'amore lasciamolo fuori da questa triste storia.
Stefania è la 93esima donna uccisa in Italia dall'inizio dell'anno. Nel nostro Paese, una donna su 3 è vittima di una violenza, sia essa fisica o psicologica. Ogni 8 minuti, nel mondo, una donna viene uccisa da chi sosteneva di amarla e doveva proteggerla.
Questi sono i dati. E non possiamo ignorarli.
Non voglio farne una questione di sesso, però: non tutti gli uomini sono 'dei mostri' e ad ogni modo non basterebbe limitarsi ad affermare questo, per provare a dare una spiegazione alla violenza femminile.
Essa, piuttosto, può essere cercata in quella vecchia e assurda mentalità che mette la donna in una condizione di subordinazione e di accettazione passiva degli eventi e che quasi legittima la violenza nei suoi riguardi. Quante volte sentiamo dire -orrore- "beh, se l'è cercata", riferendosi ad una donna che è stata importunata? Quante volte pensiamo che una donna con una gonna un pò più corta sia automaticamente una poco di buono, una provocatrice che merita qualsiasi trattamento, anche il più bieco? Tante volte, troppe. E purtroppo non sono solo 'certi uomini' a pensarlo, credetemi, ma anche 'certe donne'. Non deve stupire quindi come, nella maggioranza dei casi, una donna che subisce una violenza decida di tacere. Per paura di non essere ascoltata, di non essere creduta. Per non subire l'umiliazione di venir accusata da un familiare, da un amico, da chi dovrebbe starle vicino, di essere lei stessa la causa dei suoi mali. Questo deve farci riflettere tutti perchè di tutti è la "questione femminile".
Da anni ci si batte per essa e di sicuro tanti passi in avanti sono stati fatti. Ma non è ancora abbastanza. Prendiamo il mondo del lavoro, ad esempio: la donna oggi non è più relegata esclusivamente in casa, ma lavora e contribuisce al mantenimento e allo sviluppo della propria famiglia. Però non è semplice riuscirci. Spesso infatti è obbligata a scegliere tra la carriera e la famiglia in quanto non è abbastanza tutelata e aiutata affinchè le due cose possano coesistere bene. Ci sono datori di lavoro che assumono una donna solo se garantisce preventivamente che non farà mai un figlio. Se rimane incinta e decide di voler quel bambino, rischia di perdere il posto che si era guadagnata. Viene giudicata non più affidabile, non più produttiva, non più...utile. E quando invece è 'fortunata' e nessuno la licenzia, deve comunque fare i salti mortali per far coincidere tutto senza sensi di colpa, perchè non si può assentare facilmente se ad es. il bimbo sta male, non può lasciarlo ad un asilo nido poichè non ce ne sono tanti e quelli che ci sono, sono al completo o costano troppo.
A fronte di tutto questo, quindi, ecco cosa va fatto: va cambiata la società a partire dalle sue basi, spesso ineguali. E la società siamo noi tutti, senza distinzioni di sorta. Discorso banale il mio? Pura retorica? Parole di...circostanza? Alcuni di voi magari potranno pensarlo.
Io però al cambiamento ci credo davvero...anche Stefania ci credeva e si impegnava per questo. Non lasciamo che il suo sacrificio rimanga vano. Lo dobbiamo a lei e a tutte le Stefania nel mondo che ogni giorno, angeli, volano via.
Grazia
L'indignazione per quanto accaduto è stata tanta...e numerosi sono stati gli articoli di giornale o i post nei blog che hanno parlato di delitto d'amore. Amore.
Non pensate anche voi, come me, che l'uso di questa parola sia decisamente fuori luogo? L'amore è un sentimento complesso ma positivo, profondo...indica affetto, dedizione, simpatia. Non morte. E allora come può colui che dice di amare togliere la vita alla persona amata? Forse sarebbe il caso di parlare di follia omicida, di possesso, di smisurata gelosia....ma non di amore. L'amore lasciamolo fuori da questa triste storia.
Stefania è la 93esima donna uccisa in Italia dall'inizio dell'anno. Nel nostro Paese, una donna su 3 è vittima di una violenza, sia essa fisica o psicologica. Ogni 8 minuti, nel mondo, una donna viene uccisa da chi sosteneva di amarla e doveva proteggerla.
Questi sono i dati. E non possiamo ignorarli.
Non voglio farne una questione di sesso, però: non tutti gli uomini sono 'dei mostri' e ad ogni modo non basterebbe limitarsi ad affermare questo, per provare a dare una spiegazione alla violenza femminile.
Essa, piuttosto, può essere cercata in quella vecchia e assurda mentalità che mette la donna in una condizione di subordinazione e di accettazione passiva degli eventi e che quasi legittima la violenza nei suoi riguardi. Quante volte sentiamo dire -orrore- "beh, se l'è cercata", riferendosi ad una donna che è stata importunata? Quante volte pensiamo che una donna con una gonna un pò più corta sia automaticamente una poco di buono, una provocatrice che merita qualsiasi trattamento, anche il più bieco? Tante volte, troppe. E purtroppo non sono solo 'certi uomini' a pensarlo, credetemi, ma anche 'certe donne'. Non deve stupire quindi come, nella maggioranza dei casi, una donna che subisce una violenza decida di tacere. Per paura di non essere ascoltata, di non essere creduta. Per non subire l'umiliazione di venir accusata da un familiare, da un amico, da chi dovrebbe starle vicino, di essere lei stessa la causa dei suoi mali. Questo deve farci riflettere tutti perchè di tutti è la "questione femminile".
Da anni ci si batte per essa e di sicuro tanti passi in avanti sono stati fatti. Ma non è ancora abbastanza. Prendiamo il mondo del lavoro, ad esempio: la donna oggi non è più relegata esclusivamente in casa, ma lavora e contribuisce al mantenimento e allo sviluppo della propria famiglia. Però non è semplice riuscirci. Spesso infatti è obbligata a scegliere tra la carriera e la famiglia in quanto non è abbastanza tutelata e aiutata affinchè le due cose possano coesistere bene. Ci sono datori di lavoro che assumono una donna solo se garantisce preventivamente che non farà mai un figlio. Se rimane incinta e decide di voler quel bambino, rischia di perdere il posto che si era guadagnata. Viene giudicata non più affidabile, non più produttiva, non più...utile. E quando invece è 'fortunata' e nessuno la licenzia, deve comunque fare i salti mortali per far coincidere tutto senza sensi di colpa, perchè non si può assentare facilmente se ad es. il bimbo sta male, non può lasciarlo ad un asilo nido poichè non ce ne sono tanti e quelli che ci sono, sono al completo o costano troppo.
A fronte di tutto questo, quindi, ecco cosa va fatto: va cambiata la società a partire dalle sue basi, spesso ineguali. E la società siamo noi tutti, senza distinzioni di sorta. Discorso banale il mio? Pura retorica? Parole di...circostanza? Alcuni di voi magari potranno pensarlo.
Io però al cambiamento ci credo davvero...anche Stefania ci credeva e si impegnava per questo. Non lasciamo che il suo sacrificio rimanga vano. Lo dobbiamo a lei e a tutte le Stefania nel mondo che ogni giorno, angeli, volano via.
Grazia
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