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sabato 21 gennaio 2012

aggiornamenti dalla sicilia

Vorrei brevemente aggiornarvi sulla protesta in Sicilia.
Alla mezzanotte di venerdì 20 gennaio gli autotrasportatori hanno posto fine alla manifestazione, come assicurato alla Commissione di Garanzia per lo sciopero (la cui durata, per gli autotrasportatori, non può superare i 5 giorni consecutivi). Continua invece la protesta delle altre categorie interessate (tra cui allevatori, pescatori, commercianti) e permangono i blocchi, seppur con maggiore flessibilità per quanto riguarda il transito dei camion contenenti i generi di prima necessità. Si parla di uno spostamento della manifestazione a Roma, ma in realtà regna l'incertezza. La situazione cambia di ora in ora: cercherò di tenervi informati, per quanto mi è possibile, sui principali avvenimenti.
Stando alle testimonianze raccolte, si sono verificati atti di violenza presso alcuni presidi come a Paternò o a Lentini: è stato vietato, dai manifestanti ai cittadini, di spostarsi dal rispettivo paese e ad alcuni negozianti è stata imposta la chiusura delle loro attività commerciali, pena ritorsioni. La sottoscritta è assolutamente contraria alla violenza in qualsiasi sua forma ed invita anzi a segnalare ogni episodio spiacevole alle Autorità competenti nonché ai referenti del Movimento stesso. La libertà è fondamentale: si può scegliere di aderire alla protesta o di dissociarsene, ed entrambe le scelte vanno ugualmente rispettate.
A tener banco, in questi giorni, è anche la polemica su presunte infiltrazioni politiche e mafiose nel Movimento.
A parlare di mafia è stato inizialmente il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, a cui si sono aggiunti successivamente i sospetti del Procuratore Capo di Palermo, Francesco Messineo. Data la gravità delle accuse, credo sia doveroso aspettare eventuali accertamenti da parte delle Autorità competenti in materia ma, visto il numero impressionante di aderenti all'agitazione,  trovare anche gente 'poco raccomandabile' ritengo sia ovviamente possibile; non bisogna dimenticare però che la maggior parte di loro sono persone umili, padri di famiglia, studenti e disoccupati, che hanno perso fiducia nel futuro e che vogliono veder riconosciuti i loro diritti di esseri umani prima che di lavoratori. Se la mafia è purtroppo una realtà nel territorio siciliano, non bisogna comunque scadere in facili pregiudizi e giungere a conclusioni troppo affrettate.
Per quanto riguarda le infiltrazioni di tipo politico, i fatti pare siano i seguenti: la famiglia Morsello, indicata tra i referenti del Movimento, è affiliata a Forza Nuova, gruppo di estrema destra, e pare stia tentando di 'dirottare' la protesta nelle mani di questo gruppo ( infatti sono stati scelti referenti di altre regioni tra gli affiliati al partito). Questo ha generato una spaccatura interna al Movimento stesso: da una parte i Morsello, dall'altra i signori Mariano Ferro e Giuseppe Scarlata che, a quanto risulta, sarebbero i veri ed unici referenti del Movimento siciliano. Costoro si sono dissociati pubblicamente da Forza Nuova e dai Morsello, minacciando di intraprendere le vie legali al fine di tutelare il Movimento stesso, che era nato come apartitico e apolitico e tale doveva restare. Pare inoltre che la pagina facebook del Movimento, che conta quasi 50mila iscritti, sia stata manovrata dagli affiliati di Forza Nuova approfittando della buona fede con la quale era stata affidata loro. In attesa di capire se la pagina ritenuta ad oggi 'ufficiale' verrà chiusa per mano della polizia postale dietro denuncia dei signori Ferro e Scarlata, gli stessi hanno creato un'altra pagina sul social network che dovrebbe essere l'unica autorizzata ( ve la segnalo al link: http://www.facebook.com/pages/Movimento-dei-forconi-Ferro-Scarlata-Pagina-Ufficiale/226046750813999 ). I Morsello hanno dal canto loro rimandato le accuse al mittente e pare abbiano escluso il signor Ferro dal gruppo che aveva contribuito a fondare. Dove sta la verità?
Due in ogni caso sono le considerazioni da fare. La prima è che, se le accuse fossero fondate, mentre la gente protestava al freddo mossa da intenzioni sincere, i 'traditori' preparavano il loro cavallo di troia: al momento opportuno hanno 'infilato' i loro esponenti nella protesta e ne hanno, in un certo senso, assunto la leadership.
La seconda considerazione riguarda la reazione del popolo siciliano (e non solo) alla notizia che Forza Nuova stia conducendo la protesta. C'è chi non ha assolutamente gradito la cosa, vuoi perchè si tratta di un gruppo politico di destra, vuoi perchè si tratta di un gruppo politico e basta. C'è invece chi ha apprezzato che almeno un partito si sia schierato con il popolo, a differenza di tutti gli altri che si sono astenuti.
La mia opinione è che la protesta doveva restare apartitica. La politica è importante, ci tengo a ribadirlo, così come importante è il sistema democratico basato sull'elezione di rappresentanti capaci di far proprio l'interesse della popolazione; allo stesso tempo però bisogna ricordare che chi protesta lo fa anche contro la classe politica attuale, da cui non si sente rappresentato nè sufficientemente tutelato ( e come potrebbe, considerato che il cittadino impoverisce, mentre il politico arricchisce?). vista la situazione quindi o i partiti indistintamente appoggiavano le rivendicazioni dei manifestanti, dimostrando per una volta di essere uomini prima che politici, oppure tutti dovevano restarne fuori...o quanto meno "sostenere a distanza", senza che se ne assumessero la guida. Mi rendo conto come in effetti sia difficile tenere fuori la politica in questi casi, ma il mio timore è che la manifestazione sincera possa divenire ancora una volta un mezzo, per il partito di turno, attraverso cui realizzare unicamente i propri interessi e portare avanti le proprie idee, a discapito di quelle della gente.
Mi auguro ovviamente che la situazione possa essere presto chiarita e che questa non si dimostri l'ennesima guerra tra poveri dove, a farne le spese, è unicamente il cittadino.

Grazia


mercoledì 18 gennaio 2012

Dentro la protesta.

Sono 3 giorni ormai che la Sicilia ha detto basta alle ingiustizie che da troppo tempo subisce. ( al riguardo, su questo blog, http://quattrochiacchiereeduncaffe.blogspot.com/2012/01/la-sicilia-alza-la-vocefinalmente.html)
3 giorni in cui televisioni e giornali hanno taciuto i fatti, limitandosi a qualche breve accenno su pressione degli stessi manifestanti. Peggiore del vergognoso silenzio dei mass media è però l'inesattezza delle poche notizie diffuse; per questo motivo occorre fare chiarezza.
Il blocco delle autostrade e lo sciopero degli autotrasportatori sicuramente stanno causando dei disagi: buona parte dei distributori di benzina è a secco e i generi alimentari iniziano a scarseggiare. Tuttavia, la Sicilia non è in ginocchio per la protesta, ma protesta perché in ginocchio!
La 'minaccia' delle conseguenze negative di una simile agitazione può forse funzionare laddove c'è un'alternativa valida, laddove la gente ha ancora fiducia nel sistema. Quando invece non si ha più nulla da perdere, si tenta il tutto per tutto. E non pensate che la gente non abbia in realtà timore di non trovare più nulla al supermercato, solo che la disperazione e la rabbia hanno prevalso, stavolta. Ed il vergognoso tacere delle Istituzioni, dei mezzi di informazione e di quanti dovrebbero avere il dovere di ascoltarci, non fa che alimentare l'esasperazione, sappiatelo.
Qualche sito ha riportato che dietro al Movimento dei Forconi si nascondo partiti politici, principalmente di destra. Vorrei precisare in merito che dietro la protesta non c'è alcuna forza politica, solo l'esasperazione delle persone. La prova sta nel tentativo, da parte di alcuni esponenti politici e simpatizzanti tali, di screditarla, definendola disorganizzata, pericolosa, persino banale. Il motivo di tanta diffidenza sta, a mio avviso, probabilmente nel fatto che l'iniziativa per una volta è partita dal popolo e non da loro, come dire: se la manifestazione è organizzata da tal partito, ben venga. Altrimenti, è dannosa. Altra accusa proveniente da questi signori è di essere opportunisti poiché in passato, tra le persone che oggi protestano, ci sono anche coloro che hanno dato fiducia al governo, lo hanno appoggiato, hanno acconsentito affinché perpetrasse soprusi ai loro stessi danni. Questo purtroppo ha un fondamento di verità.
è opinione di chi vi scrive che se la situazione è così drammatica, la colpa è sicuramente di scelte politiche sbagliate e di promesse non mantenute. In parte però è anche di chi ha appoggiato tale operato, di chi si è fidato, di chi credeva di scegliere il meglio. Detto ciò, riconosciute le colpe, cosa si poteva fare? Pagare ammenda tutta la vita, per la serie: " hai sbagliato prima, adesso zitto e buono"?  La mia risposta è no! Essendo con le spalle al muro, la decisione era tra arrendersi, come sempre, o reagire: la Sicilia ha scelto la seconda opzione.
A tutti i politici e i politicanti che stanno tentando di screditare questa protesta pacifica, dico: non è dando addosso alle persone che si ricucirà la frattura politica/popolo.
Nessuno nega l'importanza del sistema democratico, basato sull'elezione di rappresentanti che devono fare propri gli interessi della collettività. E nessuno dice che questo sia un ruolo facile da ricoprire, né che non si possa sbagliare. Ma se l'agitazione è così grande, se il malumore è così profondo, vuol dire che l'errore di chi doveva rappresentarci è stato troppo grave. Le persone non si riconoscono più nei rappresentanti che hanno eletto: hanno sbagliato ad eleggerli forse, ma è un loro diritto accorgersi dello sbaglio e fare di tutto per rimediare. Non è invece un diritto dei rappresentanti salire al potere pensando al denaro e dimenticandosi dei cittadini.
Allora, anziché puntare il dito contro, riflettete sul perché le persone non vogliono più essere associate ad un qualsivoglia partito politico e sul perché la protesta, partita dalla Sicilia, si sta espandendo a macchia d'olio anche nelle altre regioni d'Italia. Smettete i panni di politici per un giorno, se ci riuscite, ed entrate in quelli dei normali cittadini. Sarà dura per voi, me ne rendo conto, immaginare di vivere con meno di mille euro al mese, di scegliere se pagare la bolletta della luce o comprare un paio di scarpe nuove ai vostri figli, ché quelle vecchie si sono bucate. Sarà dura disperarsi perché non c'è lavoro, perché ci sono l'affitto o il mutuo da pagare. Sarà dura svegliarsi ogni mattina senza avere alcuna certezza. Vi verrà da impazzire.
Ebbene, sappiate che tutto questo milioni di persone lo affrontano quotidianamente e sono stanche. E fortemente incazzate.
Che abbiate capito o meno, comunque, smettetela di criticare: non fate che peggiorare le cose. Fatevi da parte, la misura è colma.

Grazia


lunedì 16 gennaio 2012

La Sicilia alza la voce...finalmente!

« se mala segnoria, che sempre accora
li popoli suggetti, non avesse
mosso Palermo a gridar: "Mora, mora!". »
(Dante, Divina Commedia, canto VIII del Paradiso, a proposito dei Vespri siciliani)

16 Gennaio 2012: la Sicilia si ferma. La Sicilia protesta. La Sicilia non vuole più essere sfruttata e presa in giro. Non vuole più essere terra che produce solo debito e non anche reddito.
Come i Vespri siciliani storici del XIII secolo, oggi il Movimento dei Forconi alza la voce. E lo fa con la determinazione di chi non ha più nulla da perdere.
Gli indignati siciliani sono innanzitutto agricoltori, sono artigiani, sono contadini, sono allevatori e pastori; insieme costituiscono l'economia agricola siciliana, che coinvolge più di un milione di persone e che ormai è ridotta al collasso da scelte politiche regionali e nazionali sbagliate. Un chilo di limoni, prodotti tipici di questa terra, vengono venduti a meno di 50 centesimi al mercato ortofrutticolo e trasportarli al nord costerebbe più del doppio. In parole povere, i prodotti siciliani hanno perso il loro valore, non c'è più guadagno, le aziende rappresentano solo un costo. Alla protesta si è aggiunta anche l'A.I.A.S, la società degli autotrasportatori, nonché i commercianti, i professionisti e tutti i siciliani stanchi di essere presi in giro da promesse del governo non mantenute. Cosa chiedono? L'applicazione dello statuto siciliano e la defiscalizzazione dei carburanti e dell'energia elettrica. L'utilizzo dei fondi europei per lo sviluppo per risolvere la crisi e il blocco delle procedure esecutive della Serit, l'agenzia siciliana di riscossione dei tributi. Chiedono insomma di poter portare reddito alle loro aziende e di sfamare le famiglie senza dover svendere la propria dignità di lavoratore. 
La Sicilia però ha un conto aperto con lo Stato Italiano ben più grande di questo, e con origini più antiche.
Il Regno delle Due Sicilie era, prima dell'unificazione d'Italia, uno tra i regni più ricchi e moderni, vincendo anche un premio come Paese più industrializzato del Mondo. Qui nacque il primo Parlamento della Storia e qui aveva sede il primo stabilimento siderurgico italiano. La sua flotta navale era pari a 4/5 di quella italiana, la quarta nel mondo. Era il Sud il primo produttore di materie prime per l'industria.
Dopo il 1861 però, fu attuata una politica di...'spostamento delle ricchezze' dal Sud al Nord, favorendo lo sviluppo economico delle regioni settentrionali a discapito delle industrie e dell'agricoltura del meridione, che fu letteralmente abbandonato. I Savoia trafugarono dalle casse del sud ben 443 milioni di lire oro, a fronte dei 20milioni posseduti dallo Stato savoiardo. 
Tale politica, iniziata secoli fa, è continuata fino ai giorni nostri, trascinando sempre più in miseria quelle che un tempo erano le regioni più ricche della Penisola. Che fanno fatica a risollevarsi ora, è vero...ma è difficile riuscirci se si continua a gettar loro fango in testa e a farsene beffa, da parte delle Istituzioni e di quanti le definiscono 'il marcio dell'Italia', 'il peso', 'la rovina' di questo Paese, dimenticandosi però del perchè si sono ridotte in questo modo.
Io sono siciliana e magari tanti di voi penseranno che il mio sia un discorso 'di parte'. Liberi di farlo, ovviamente, ma sappiate che queste non sono fantasie, non sono scuse accampate per giustificare i problemi attuali. Questi sono fatti. Questa è Storia. La "Questione Meridionale" non esisteva prima dell'unificazione e non esisterebbe nemmeno ora, se i nostri politici non avessero abbassato la testa e acconsentito (con tanto di tornaconto personale, ovviamente) a prosciugare, sfinire, distruggere la loro stessa terra.
Credetemi allora che questa non vuole essere la solita polemica 'Nord contro Sud', che nel 2012 andrebbe ormai superata. Io amo l'Italia tutta, senza distinzioni.
Semplicemente, il mio è un tentativo per far capire che i soprusi, le ingiustizie, l'impoverimento che tutti gli italiani stanno 'sperimentando' adesso, noi 'terroni' li subiamo da troppo tempo. Non vedetela come una ribellione tutta nostra, perchè la vecchia questione meridionale è diventata ormai nazionale. I problemi sono ovunque gli stessi. Siatene partecipi, piuttosto. 
Oggi noi siciliani abbiamo deciso di dire 'basta!' e alzare la voce. E spero tanto che il nostro grido di protesta possa arrivare alle orecchie ben imbacuccate di tutti quelli che finora hanno saputo solo sfruttarci e mai ascoltarci.

Grazia

(per aggiornamenti vedere l'articolo al riguardo su questo blog http://quattrochiacchiereeduncaffe.blogspot.com/2012/01/aggiornamenti-dalla-sicilia.html )

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