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lunedì 30 gennaio 2012

Fu così che lo studente italiano divenne sfigato.

"Dobbiamo dire ai nostri giovani che, se a 28 anni non sei ancora laureato, sei uno sfigato".
 Questa la brillante dichiarazione del viceministro al Lavoro e alle Politiche Sociali, Michael Martone, riguardo agli studenti che impiegano più tempo del necessario a conseguire la laurea. Ed è polemica.
Da bamboccioni, siamo passati a sfigati: tutti pronti a puntare il dito contro, ma mai nessuno che si assume le responsabilità del perchè i giovani in Italia non riescono più a costruirsi un futuro dignitoso.
Da studentessa 25enne vorrei replicare, iniziando da una considerazione: non abbiamo bisogno dell'ennesimo ministro che, salito in cattedra, sente il bisogno di impartire la sua lezioncina. Soprattutto se tale Ministro ha avuto una carriera talmente rapida da risultare fortemente sospetta. Andiamo con ordine.
Laureatosi in Giurisprudenza a soli 23anni, a 26 diventa ricercatore, a 31 è già professore ordinario di Diritto del Lavoro. Numeri sorprendenti, alla luce del fatto che in Italia i docenti under 40 sono circa l'1.5% del totale. Genio o...raccomandato? Stando ai fatti, nel 2003 erano 8 a concorrere per il posto di professore all'Università di Siena, ma 6 si ritirarono. Unica sfidante di Martone rimase Franca Bargongelli: due lauree, da 20 anni in servizio all'università, svariate pubblicazioni alle spalle (contro le due di Martone di cui una, pare, presentata in formato provvisorio, cioè in teoria contro al regolamento. Ma evidentemente i membri della Commissione chiusero entrambi gli occhi sulla forma.) Insomma, la Bargongelli era infinitamente più indicata a ricoprire il ruolo, che però venne assegnato a Martone. Oggi, a distanza di anni, uno dei professori ai tempi chiamato a decidere rivela che Martone fu raccomandato. Ma no, possibile? Possibile si, considerato anche che suo padre, Antonio, è stato Avvocato Generale della Cassazione, nonchè membro della Commissione sulla Trasparenza nella Pubblica Amministrazione nominata da Brunetta.
A voi trarre le dovute considerazioni al riguardo.
Il caro viceministro poi probabilmente non sa che non tutti abbiamo un genitore potente. E nemmeno un nonno, un prozio, un cugino di sesto grado o tantomeno un vicino di casa in grado di "spingerci".
La maggior parte degli studenti italiani sono giovani costretti a contribuire al mantenimento agli studi, perchè le famiglie da sole non riescono più a farlo. In un periodo reso molto difficile dalla profonda crisi che stiamo vivendo, per far fronte ai tagli operati dallo Stato si è pensato bene di aumentare ulteriormente le tasse universitarie, che si aggirano già intorno ai 1100euro annuali in media. Tasse altissime, soprattutto se considerato che in Europa vi sono Paesi come Danimarca, Norvegia o Austria dove il contributo allo studio è di 0 euro. Si, proprio così: incredibilmente esistono ancora posti dove lo studio è considerato un diritto accessibile a tutti e perciò gratuito.
Non bastasse, gli atenei italiani peggiorano nella classifica mondiale delle università più prestigiose del pianeta: per trovare la prima delle nostre, Bologna, bisogna scendere giù fino al 183esimo posto (lo scorso anno era 176esima). Colpa degli studenti fuori corso? Non credo. Un disastro simile si deve a molteplici cause, in primis alla decisione del Governo di non investire praticamente più sull'Istruzione: nel 2013 verranno stanziati solo 13 milioni di euro, contro i due miliardi di Germania e Francia, tanto per fare un esempio.
Il crollo dell'università italiana è poi dovuto all'aumento delle tasse, di cui ho accennato precedentemente. Aumentare il contributo richiesto alle famiglie non farebbe altro che rendere ulteriormente il diritto allo studio roba per pochi. Per quell'élite composta da figli di papà che col denaro possono tutto. Dimenticando però che quello all'istruzione è un diritto sancito dalla nostra Costituzione, che in tal modo verrebbe violata.
Ma poi...aumentare le tasse per avere in cambio cosa? Servizi sempre più scadenti? Si perchè qui veniamo all'altro grande problema della scuola e dell'università italiane. Un terzo degli edifici scolastici non è a norma di legge. Ogni anno migliaia di studenti risultano idonei alla borsa di studio, di cui però non possono beneficiare perchè non ci sono fondi per le stesse. La qualità dei programmi di studio spesso è inadeguata ad offrire la dovuta preparazione in vista dell'inserimento nel mondo del lavoro. L'età media di laurea, secondo Almalaurea, si aggira intorno ai 24-25 anni per i percorsi triennali, e 27 per quelli quinquennali. Per non parlare delle raccomandazioni con cui ormai si va avanti (Martone docet) alla faccia della meritocrazia!
Da studentessa posso fornire la mia personale esperienza sulla base di ciò che da anni vedo nella mia università, quella di Catania. Premesso che essa è rientrata tra le 33 università fuori legge in materia di tasse (ha infatti superato di ben 2.86 punti percentuali la soglia massima del 20% del rapporto tra soldi versati dagli studenti e soldi mandati dal Ministero) , i servizi offerti sono a mio avviso scadenti. Le aule delle varie Facoltà sono piccole e inadeguate; i mezzi forniti agli studenti nel 2012 rasentano l'età della pietra; alcuni tra gli alloggi messi a disposizione, le cosidette 'case dello studente', si sono rivelati talmente fatiscenti da doverli chiudere per sicurezza. Con conseguente diminuizione dei posti letto di cui gli studenti meritevoli dovrebbero beneficiare. I programmi formativi sono lunghi e antiquati, le sessioni d'esame troppo brevi ( 5 appelli ordinari in media all'anno, contro atenei che ne hanno anche 8, 9). I controlli effettuati sulle certificazioni reddituali presentati dagli studenti, poi, rasentano il ridicolo. Essi solitamente vengono fatti a campione, prelevando cioè 'a caso' un tot numero di iscritti e verificando successivamente se quanto dichiarato loro all'atto dell'iscrizione in materia di reddito, sia conforme alla realtà o meno. Ebbene, probabilmente non ci sarebbe nulla da eccepire ad un simile metodo, se venissero controllati anche tutti coloro che ogni anno rientrano regolarmente nelle graduatorie per ottenere posti letto, tesserini mensa, rimborso tasse e così via dicendo, pur non dichiarando il vero e togliendo di fatto, a chi merita realmente, la possibilità di ricevere questi contributi. I pochi miglioramenti visibili sono dovuti unicamente alle lotte portate avanti dagli studenti e da parte dei loro rappresentanti.
Questo è ciò che purtroppo accade da me e, a giudicare dai sondaggi compiuti nelle altre università, la situazione sembra più o meno la stessa ovunque.
Aggiungiamo alle difficoltà economiche, ai disservizi e alle raccomandazioni, i problemi di salute o di famiglia, che possono ostacolare il percorso universitario dello studente, per capire come sia facile finire tra gli "sfigati". Se è vero allora che l'università non è un parcheggio nel quale sostare a tempo indeterminato e senza giustificare quanti davvero non hanno voglia di far nulla, chiediamoci  perchè ci sono così tanti fuori corso (e non necessariamente fuori corso-lavoratori), alla stregua di tutte le considerazioni fatte finora.
Martone ha infine parlato di "rimboccarsi le maniche" per costruirsi un futuro. Quello che mi chiedo io è: su quali basi? La disoccupazione in Italia ad inizio 2012 è dell' 8.9%. In aumento soprattutto la disoccupazione di lunga durata, cioè da più di 12mesi, pari al 52.6% e quella giovanile ( fascia d'età 15-24 anni), arrivata purtroppo al 31%, il dato più alto dal 2004.
Possedere il sudato "pezzo di carta" fa sempre meno differenza rispetto a chi ha un livello d'istruzione inferiore ed è per questo che a fronte di coloro che decidono di studiare, pur tra mille sacrifici, sono sempre più numerosi quelli che scelgono di non farlo. Perchè non possono permetterselo o perchè pensano non serva più a niente. Così sono circa 2 milioni i giovani che non studiano, nè hanno un lavoro. C'è chi prova a far qualcosa finiti gli studi, magari uno stage (anche se ce ne sono pochi e spesso non retribuiti) o un master, in genere costosissimi, restando comunque alle dipendenze dei genitori e diventando a pieno titolo "bamboccioni". Oppure c'è chi accetta lavori mal pagati e al limite dello sfruttamento umano. Non deve stupirci poi se molti scelgono di andarsene da questo Paese o se altri finiscono per delinquere pur di racimolare qualcosa.
Anziché chiacchiere ed offese dunque, caro Martone, c'è bisogno di fatti. Invece di sperperare denaro inutilmente, di operare solo tagli e di chiedere sacrifici alle famiglie ormai allo stremo, sacrificatevi anche voi che ve ne state comodamente seduti in poltrona. Investite sulla scuola, sull'università, sulla ricerca e realizzate politiche volte ad incentivare l'occupazione. Investite sui giovani, vera risorsa, presente e futuro di questo Paese. Perchè un Paese che rinuncia a questo, non potrà mai crescere veramente.

Grazia


lunedì 9 gennaio 2012

Gennaio, mese terribile!

Odio Gennaio, è ufficiale.
Per anni ho creduto che Novembre fosse il mese più brutto dell'anno: le giornate si accorciano, arriva il primo freddo, l'aria è così "grigia"... Col tempo mi sono ricreduta: Gennaio è infinitamente peggio!
Già le premesse non sono delle migliori: il 31 Dicembre siamo tutti lì ad aspettare il Grande Cambiamento,quello che darà alle nostre vite una direzione tutta diversa...una svolta epocale, insomma, ed in sole 24ore, stupefacente! Inutile dire che poi, puntualmente,Gennaio arriva ma non succede nulla! Siamo all'inizio, ok, bisogna essere ottimisti...però ammettiamolo: a parte il fastidioso mal di testa dovuto ai festeggiamenti della notte precedente, non c'è stato nessun cambiamento istantaneo. Nessun miracolo. Pura delusione.
Gennaio è anche il mese dei buoni propositi, maturati tra una fetta di panettone ed un piatto di lenticchie. Propositi che, passate le feste, si scontrano con il ritorno alla vita di tutti i giorni...il che, credetemi, non è mai semplice. Anzi, è qui che avviene il dramma.
Le vacanze natalizie ci lasciano addosso gli immancabili chili di troppo; quelli che, mentre si accumulavano, facevamo finta di non vedere. E che una volta posizionati qua e là sul nostro corpo, non se ne vanno via mica facilmente, oh no! Quindi al rientro, ci tocca la dieta. E la palestra. E sappiamo tutti come vincere la pigrizia e la voglia di dolci e fritture, sia un'impresa a dir poco epica. A tutto ciò bisogna aggiungere il trauma del rientro al lavoro, la nostalgia per i tempi passati sul divano nella totale nullafacenza e il freddo pungente che in questi giorni non dà tregua, per avere il quadro della situazione quasi al completo.
Perchè poi c'è la S.D.I.P.E.
Che detta così può pure sembrare una cosuccia simpatica, ma in realtà c'è ben poco da ridere. La S.D.I.P.E., Sindrome Da Imbruttimento Pre -Esami, è una catastrofe che colpisce la quasi totalità degli studenti universitari, più donne che uomini. Ci sono varie forme di S.D.I.P.E., a seconda dei periodi di diffusione, direttamente collegabili alle sessioni d'esami. In ordine crescente di gravità, troviamo innanzitutto la S.D.I.P.E. della sessione estiva, la più leggera. Sarà perchè ci sono già le belle giornate, che mettono di buon umore; o perchè comunque vada, chissenefrega! è estate e dunque automaticamente si va in vacanza; fatto sta che gli effetti della sindrome in questo periodo sono appena visibili: giusto un pò di stanchezza, un 'lieve' calo di concentrazione ( il pensiero è rivolto ormai al bagnino figo giù al lido o alle ragazze in micro-bikini) ed il colorito rosso intenso/dorato di chi ha voluto andare a ripassare in spiaggia (e si è scottato).
Poi c'è la S.D.I.P.E. della sessione autunnale, mediamente pesante. Ricominciare dopo l'estate è sicuramente un trauma, un'ingiustizia inaccettabile per ogni studente che si rispetti. Ma il tutto è bilanciato dal tempo ancora mite; dalla pelle ancora leggermente abbronzata; dai vari 'inciuci' estivi freschi freschi da raccontare agli amici, per rendere più sopportabili le giornate di studio.
Infine, ecco la più temibile: la S.D.I.P.E. da sessione invernale, che non lascia scampo alcuno. Questa variante della sindrome si aggiunge alle conseguenze del post Natale di cui sopra e gli effetti sono a dir poco devastanti! Negli uomini è possibile notare un accenno di pancetta, la barba incolta, l'uso dei vestiti del giorno prima (e di quello prima ancora), perchè bisogna studiare e non c'è mica tempo per star lì a cambiarsi, eh! Nelle donne è anche peggio: se gli uomini utilizzano l'abbigliamento del giorno prima, le fanciulle non si vestono proprio! Nel periodo pre-esami si sta rigorosamente in pigiama, preferibilmente taglia XXL, che è più comodo. è bandito lo shampoo, tra le perdite di tempo più gravi, e si rispolvera il vecchio mollettone per tenere fermi i capelli in fantasiosi, orridi, toupè. Ogni contatto umano è bandito, se non con altre studentesse nelle medesime condizioni. Unica forma d'affetto concessa è quella data dal cioccolato, leale compagnia dei lunghi pomeriggi passati sui libri (il buon proposito della dieta è ormai un lontano ricordo). Completano il tutto il colorito cadaverico, gli immancabili brufoli nati dalla schifezze ingerite in quantità industriali e i sensi di colpa per essersi ridotte all'ultimo minuto (anche i maschietti sono soliti ridursi all'ultimo, ma reggono meglio la pressione!). Non vi è consolazione alcuna, se non quella di aver fatto un passo avanti verso la laurea, forse! Anche se... a pensarci bene... Gennaio è il mese dei saldi invernali...dunque in fondo qualcosa di positivo c'è!
Però mi chiedo: con sta crisi ci sarà davvero qualcuno che compra qualcosa? Mah! In attesa di una risposta, finisco il mio barattolo di Nutella...

Grazia

martedì 3 gennaio 2012

Quando il taglio proprio 'nun s'ha da fà' ! Resoconto di un risultato annunciato.

Notizia di questa mattina: la Commissione Giovannini, istituita per studiare i possibili tagli alla Casta Politica, ha alzato bandiera bianca. Troppo difficile raccogliere i dati necessari e troppo poco il tempo messo a sua disposizione per farlo.
Pare che la normativa sugli stipendi dei parlamentari sia così complessa ed articolata, che nemmeno un gruppo di esperti è riuscito a far luce al riguardo. Come dire, mangiano e si trastullano alle spalle del povero cittadino, rigirandosi le leggi a loro piacimento, da ormai così tanto tempo che ora è impossibile trovare il bandolo della matassa. La conclusione è che gli stipendi dei nostri politici rimarranno invariati: 16000euro lordi al mese, più benefits vari...praticamente i compensi più alti d'Europa! Infatti i politici francesi guadagnano 'solo' 13.500euro al mese, i tedeschi vivacchiano con 12.600euro, gli austriaci tirano avanti con 8.650euro e poi ci sono quei "poveretti" degli spagnoli che prendono 4.630euro circa al mese, praticamente una miseria! La cosa che fa più imbestialire la sottoscritta, oltre alle cifre indubbiamente spropositate, è che almeno per quanto riguarda i nostri Rappresentanti, il loro compenso è inversamente proporzionale alla loro utilità: meno fanno, più guadagnano.
E mentre al cittadino si chiedono ulteriori sacrifici, con tanto di lacrime del Ministro Fornero, da alcuni viste come segno di umiltà e di umanità (mi chiedo dove siano finite adesso l'umiltà e l'umanità); mentre gli Italiani sono sempre più poveri e il potere d'acquisto, in 10 anni di euro, è crollato del 40%; mentre si fa fatica ad arrivare non più a fine mese, ma già alla terza settimana, se non addirittura alla seconda; mentre insomma l'Italia va a rotoli, i nostri 'amati' Politici continuano ad ingrassare a spese nostre! Comodamente seduti nelle loro auto blu con lacchè al seguito, ovviamente. Anche se, in effetti, un aumento nei loro confronti c'è stato: il caffè alla buvette di Montecitorio è passato da 0.70 a ben 0.80 centesimi; il cappuccino da 1 euro a 1.10; l'aperitivo sarà addirittura un affronto: l'analcolico passerà da 1 euro e 50 cent. a 3.50, l'alcolico da 2 euro a ben 4.50! Roba da protesta! Non è che ora penseranno di introdurre una nuova tassa per rimediare ai 10 centesimi in più per la brioche?
Ironia a parte, la polemica infuria ma loro tacciono. Tranne per qualche stronzata fuori luogo della Mussolini, che si fa beffa dei tagli alla Casta ipotizzando di affidare il lavoro della Commissione a Rizzo e Stella, i due giornalisti che da tempo indagano sui costi e sugli sprechi della politica. La stessa Mussolini, che evidentemente ha qualche problema a tenere la bocca chiusa, qualche tempo fa aveva dichiarato anche che ridurre il loro compenso a 5000euro al mese avrebbe significato indurli al suicidio. Non so se il suo sia stato un indiretto suggerimento ai colleghi spagnoli, che prendono anche meno, o un tentativo mal riuscito di impietosire gli Italiani...ma...vi rendete conto da che gente siamo rappresentati? E se si, come sembra dalle polemiche e dai commenti non proprio amorevoli che circolano in rete, non pensate sia ora di dire "basta!" e riprenderci ciò che ci appartiene, ovvero il nostro Paese? O vi siete già rassegnati? O magari siete tra chi- assurdamente- ancora tenta di difendere il governo e addirittura punta il dito contro il cittadino, accusandolo di non aver pazienza e di voler far polemica a tutti i costi? Tra tutti quelli il cui unico scopo era togliersi Berlusconi dalle scatole e non il reale benessere del Paese? Fate voi.
Io vi ricordo che l'art. 1 della Costituzione Italiana recita testuali parole: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."
Ci hanno tolto il lavoro. Ci hanno tolto la sovranità. Ci hanno tolto un futuro. Sta a noi, adesso, non farci togliere almeno la dignità.

Grazia

sabato 31 dicembre 2011

Per Stefania.

Oggi alle 15.30, mentre molti di noi prendevamo un caffè e decidevamo il menù del cenone di capodanno, a Licodia Eubea (Catania) si celebravano i funerali di Stefania Noce e di suo nonno Paolo. Stefania aveva solo 24anni ed è morta ammazzata dal suo ex ragazzo che, non accettando la fine della storia, continuava a perseguitarla. Un ultimo litigio e lei non c'è più.
L'indignazione per quanto accaduto è stata tanta...e numerosi sono stati gli articoli di giornale o i post nei blog che hanno parlato di delitto d'amore. Amore.
Non pensate anche voi, come me, che l'uso di questa parola sia decisamente fuori luogo? L'amore è un sentimento complesso ma positivo, profondo...indica affetto, dedizione, simpatia. Non morte. E allora come può colui che dice di amare togliere la vita alla persona amata? Forse sarebbe il caso di parlare di follia omicida, di possesso, di smisurata gelosia....ma non di amore. L'amore lasciamolo fuori da questa triste storia.
Stefania è la 93esima donna uccisa in Italia dall'inizio dell'anno. Nel nostro Paese, una donna su 3 è vittima di una violenza, sia essa fisica o psicologica. Ogni 8 minuti, nel mondo, una donna viene uccisa da chi sosteneva di amarla e doveva proteggerla.
Questi sono i dati. E non possiamo ignorarli.
Non voglio farne una questione di sesso, però: non tutti gli uomini sono 'dei mostri' e ad ogni modo non basterebbe limitarsi ad affermare questo, per provare a dare una spiegazione alla violenza femminile.
Essa, piuttosto, può essere cercata in quella vecchia e assurda mentalità che mette la donna in una condizione di subordinazione e di accettazione passiva degli eventi e che quasi legittima la violenza nei suoi riguardi. Quante volte sentiamo dire -orrore- "beh, se l'è cercata", riferendosi ad una donna che è stata importunata? Quante volte pensiamo che una donna con una gonna un pò più corta sia automaticamente una poco di buono, una provocatrice che merita qualsiasi trattamento, anche il più bieco? Tante volte, troppe. E purtroppo non sono solo 'certi uomini' a pensarlo, credetemi, ma anche 'certe donne'. Non deve stupire quindi come, nella maggioranza dei casi, una donna che subisce una violenza decida di tacere. Per paura di non essere ascoltata, di non essere creduta. Per non subire l'umiliazione di venir accusata da un familiare, da un amico, da chi dovrebbe starle vicino, di essere lei stessa la causa dei suoi mali. Questo deve farci riflettere tutti perchè di tutti è la "questione femminile".
Da anni ci si batte per essa e di sicuro tanti passi in avanti sono stati fatti. Ma non è ancora abbastanza. Prendiamo il mondo del lavoro, ad esempio: la donna oggi non è più relegata esclusivamente in casa, ma lavora e contribuisce al mantenimento e allo sviluppo della propria famiglia. Però non è semplice riuscirci. Spesso infatti è obbligata a scegliere tra la carriera e la famiglia in quanto non è abbastanza tutelata e aiutata affinchè le due cose possano coesistere bene. Ci sono datori di lavoro che assumono una donna solo se garantisce preventivamente che non farà mai un figlio. Se rimane incinta e decide di voler quel bambino, rischia di perdere il posto che si era guadagnata. Viene giudicata non più affidabile, non più produttiva, non più...utile. E quando invece è 'fortunata' e nessuno la licenzia, deve comunque fare i salti mortali per far coincidere tutto senza sensi di colpa, perchè non si può assentare facilmente se ad es. il bimbo sta male, non può lasciarlo ad un asilo nido poichè non ce ne sono tanti e quelli che ci sono, sono al completo o costano troppo.
A fronte di tutto questo, quindi, ecco cosa va fatto: va cambiata la società a partire dalle sue basi, spesso ineguali. E la società siamo noi tutti, senza distinzioni di sorta. Discorso banale il mio? Pura retorica? Parole di...circostanza? Alcuni di voi magari potranno pensarlo.
Io però al cambiamento ci credo davvero...anche Stefania ci credeva e si impegnava per questo. Non lasciamo che il suo sacrificio rimanga vano. Lo dobbiamo a lei e a tutte le Stefania nel mondo che ogni giorno, angeli, volano via.

Grazia

giovedì 29 dicembre 2011

Cronaca dell'anno che se ne va, pensando già a quello che viene (Maya inclusi).

Il 2011 è ormai agli sgoccioli.
Un anno ricco di eventi, questo che volge al termine: dalla Primavera Araba alla strage norvegese, passando per il terremoto in Giappone; dalla morte di Osama Bin Laden a quella di Gheddafi, che ha posto fine alla dittatura in Libia durata circa 42anni. Dalla conclusione della guerra in Iraq e il ritiro delle truppe americane dal Paese alla crisi economica che ha scatenato le proteste nelle maggiori piazze del Mondo. Senza tralasciare il Royal Wedding tra il principe William e Kate Middleton, che ha ufficialmente sancito la discutibile passione dei Reali Inglesi per quei cappellini 'very horrible'.
In Italia possiamo ricordare lo scandalo a luci rosse detto Rubygate, le dimissioni di Berlusconi e la formazione di un governo tecnico che ha recentemente varato una manovra finanziaria volta, teoricamente, a salvare il Paese...di fatto si chiedono altri enormi, pesanti, sacrifici agli Italiani.
Insomma di certo un anno movimentato, difficile...ma...qualcuno di voi ha seriamente pensato al 2012 e alla profezia dei Maya????
Cioè...poniamo il caso che quei simpaticoni ottimisti avessero ragione: il 21 Dicembre 2012 arriverà la fine del mondo. Come e a che ora, non è dato saperlo.
Visti gli avvenimenti passati uno potrebbe anche pensare che la fine del mondo sia già arrivata, con largo anticipo (e in tal caso, chi lo dice ai Maya?) ma supponiamo non sia così e torniamo al 21 Dicembre 2012.
La cosa negativa è che siamo condannati.
La cosa positiva è che lo siamo tutti: belli e brutti, poveri e ricchi, operai e politici. Avere i privilegi ed un conto in banca a 6 zeri o più, dubito possa fare la differenza in questo caso (e nemmeno possedere qualche isolotto privato sul quale rifugiarsi : fine del mondo significa mondo 'tutto intero', senza eccezioni! ). Dunque rallegriamoci: come si dice, mal comune mezzo gaudio!
Poi però penso alla mia situazione se, in data 21 Dicembre 2012, le cose fossero tali e quali ad ora: sarei sempre senza lavoro, ancora mantenuta, senza una casa propria. E ancora: dopo anni di sacrifici, tasse e contributi pagati all'Università; anni di chili presi e mai più perduti mangiando cibi in-sani a mensa; anni di corse all'alba per trovare un posto in aule minuscole; anni di domandine per posti letto e borse di studio che tanto puntualmente non ti accettano se non hai i due requisiti fondamentali 'Raccomandazione e Conoscenze' (pensavate mi riferissi al merito e al reddito eh? pfff poveri illusi!)...insomma dopo tutto questo, morirò da E.S.F.C., Eterna Studentessa Fuori Corso. Oltre al danno, la beffa.
Poi uno non si deve incazzare.

Grazia





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