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lunedì 11 giugno 2012
Depressione da compleanno imminente.
Meno 9 giorni da oggi. Tanto manca al mio 26esimo compleanno. Voglia di festeggiare? Zero! Anzi, potessi saltare direttamente al 21 Giugno, giorno successivo alla 'data fatidica', ci metterei la firma.
Proprio non amo stare al centro di quell'attenzione, quella da festeggiata, perchè è come se tutti si aspettassero da te qualcosa, ad esempio chiedendoti: 1) se festeggi; e se rispondi si, via con l'ansia da preparativi ed aspettative da super-mega-festa (senza considerare quando a chiedertelo è una persona che, comunque, non avevi intenzione di invitare e poi, ovviamente, sei quasi costretta a farlo!); se rispondi no, subito a domandarti 'come mai', 'cosa c'è che non va', 'e non fare la 'liscia' (in siciliano, persona a cui non va di fare niente)', 'e vedi di essere più entusiasta' e blablabla! oh ma di chi è il compleanno, mio o vostro? saranno fatti miei, per la miseria!; 2) come ti senti un anno più grande e se è già cambiata qualcosa; domanda questa di cui non ho mai compreso appieno il significato. Cosa dovrebbe cambiarmi rispetto alle 24ore precedenti? Fortunatamente gli effetti dell'avanzare del tempo non sono così rapidi, sarebbe un incubo se nel giro di un giorno si notasse già che 'sono più vecchia'!
Ma il momento di imbarazzo supremo è la 'festa a sorpresa'. Tu avevi detto che non volevi organizzare niente, che al massimo tagliavi una torta a casa con la famiglia e 4 amici più stretti, giusto per farli contenti (loro, non tu). E ti illudevi di essere stata chiara. Però quei simpaticoni dei tuoi amici hanno pensato che dici di no, ma che in realtà muori dalla voglia di fare festa con mille persone (di cui tu ne conosci 10). Ed allora siccome ti vogliono bene, ti ascoltano, rispettano ciò che dici, ecco che te la organizzano loro! Poi ti aspettano tutti nel luogo preposto x l'occasione, dove ti hanno condotta con l'inganno, e ti scattano foto non appena arrivi, mentre ancora hai l'espressione da 'che-cazzo-sta-succedendo-qui?' e pensi che l'omicidio plurimo aggravato non è poi un'ipotesi così malvagia!
Che poi, diciamocelo: giugno è un mese complicato, sono nel pieno della mia SDIPE, la sindrome da imbruttimento pre-esami (se avete voglia di saperne di più, http://quattrochiacchiereeduncaffe.blogspot.it/2012/01/gennaio-mese-terribile.html ), sono bianca come un fantasma mentre mezzo mondo è già abbronzato (e guarda caso, è proprio la parte di mondo che evidentemente mi circonda!), siamo passati da -30gradi a +45° senza via di mezzo alcuna e non ho una lira da parte, chè non c'è lavoro qui a Catania (credetemi che se ne avessi avuto la possibilità, avrei fatto un bel viaggetto! allora si che festeggiare avrebbe avuto senso!).
Insomma, i compleanni non fanno per me. Apprezzo di più quelli altrui, apprezzo il loro entusiasmo, ma io passo.
Forse adesso avrò trasmesso la mia depressione pure a tutti voi che avete avuto la sventura di incappare in questo post. Sono spiacente, davvero. Però rallegratevi, anzi rallegriamoci: il compleanno viene una volta l'anno, dunque per i prox 365 giorni siamo a posto.
Grazia
Ps: nonostante quanto ho dichiarato finora, i regali non mi dispiacciono, anzi...mi tirano su il morale! Perciò se qualcuno volesse farmeli, io sono d'accordo! ahahahahah
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lunedì 30 gennaio 2012
Fu così che lo studente italiano divenne sfigato.
"Dobbiamo dire ai nostri giovani che, se a 28 anni non sei ancora laureato, sei uno sfigato".
Questa la brillante dichiarazione del viceministro al Lavoro e alle Politiche Sociali, Michael Martone, riguardo agli studenti che impiegano più tempo del necessario a conseguire la laurea. Ed è polemica.
Da bamboccioni, siamo passati a sfigati: tutti pronti a puntare il dito contro, ma mai nessuno che si assume le responsabilità del perchè i giovani in Italia non riescono più a costruirsi un futuro dignitoso.
Da studentessa 25enne vorrei replicare, iniziando da una considerazione: non abbiamo bisogno dell'ennesimo ministro che, salito in cattedra, sente il bisogno di impartire la sua lezioncina. Soprattutto se tale Ministro ha avuto una carriera talmente rapida da risultare fortemente sospetta. Andiamo con ordine.
Laureatosi in Giurisprudenza a soli 23anni, a 26 diventa ricercatore, a 31 è già professore ordinario di Diritto del Lavoro. Numeri sorprendenti, alla luce del fatto che in Italia i docenti under 40 sono circa l'1.5% del totale. Genio o...raccomandato? Stando ai fatti, nel 2003 erano 8 a concorrere per il posto di professore all'Università di Siena, ma 6 si ritirarono. Unica sfidante di Martone rimase Franca Bargongelli: due lauree, da 20 anni in servizio all'università, svariate pubblicazioni alle spalle (contro le due di Martone di cui una, pare, presentata in formato provvisorio, cioè in teoria contro al regolamento. Ma evidentemente i membri della Commissione chiusero entrambi gli occhi sulla forma.) Insomma, la Bargongelli era infinitamente più indicata a ricoprire il ruolo, che però venne assegnato a Martone. Oggi, a distanza di anni, uno dei professori ai tempi chiamato a decidere rivela che Martone fu raccomandato. Ma no, possibile? Possibile si, considerato anche che suo padre, Antonio, è stato Avvocato Generale della Cassazione, nonchè membro della Commissione sulla Trasparenza nella Pubblica Amministrazione nominata da Brunetta.
A voi trarre le dovute considerazioni al riguardo.
Il caro viceministro poi probabilmente non sa che non tutti abbiamo un genitore potente. E nemmeno un nonno, un prozio, un cugino di sesto grado o tantomeno un vicino di casa in grado di "spingerci".
La maggior parte degli studenti italiani sono giovani costretti a contribuire al mantenimento agli studi, perchè le famiglie da sole non riescono più a farlo. In un periodo reso molto difficile dalla profonda crisi che stiamo vivendo, per far fronte ai tagli operati dallo Stato si è pensato bene di aumentare ulteriormente le tasse universitarie, che si aggirano già intorno ai 1100euro annuali in media. Tasse altissime, soprattutto se considerato che in Europa vi sono Paesi come Danimarca, Norvegia o Austria dove il contributo allo studio è di 0 euro. Si, proprio così: incredibilmente esistono ancora posti dove lo studio è considerato un diritto accessibile a tutti e perciò gratuito.
Non bastasse, gli atenei italiani peggiorano nella classifica mondiale delle università più prestigiose del pianeta: per trovare la prima delle nostre, Bologna, bisogna scendere giù fino al 183esimo posto (lo scorso anno era 176esima). Colpa degli studenti fuori corso? Non credo. Un disastro simile si deve a molteplici cause, in primis alla decisione del Governo di non investire praticamente più sull'Istruzione: nel 2013 verranno stanziati solo 13 milioni di euro, contro i due miliardi di Germania e Francia, tanto per fare un esempio.
Il crollo dell'università italiana è poi dovuto all'aumento delle tasse, di cui ho accennato precedentemente. Aumentare il contributo richiesto alle famiglie non farebbe altro che rendere ulteriormente il diritto allo studio roba per pochi. Per quell'élite composta da figli di papà che col denaro possono tutto. Dimenticando però che quello all'istruzione è un diritto sancito dalla nostra Costituzione, che in tal modo verrebbe violata.
Ma poi...aumentare le tasse per avere in cambio cosa? Servizi sempre più scadenti? Si perchè qui veniamo all'altro grande problema della scuola e dell'università italiane. Un terzo degli edifici scolastici non è a norma di legge. Ogni anno migliaia di studenti risultano idonei alla borsa di studio, di cui però non possono beneficiare perchè non ci sono fondi per le stesse. La qualità dei programmi di studio spesso è inadeguata ad offrire la dovuta preparazione in vista dell'inserimento nel mondo del lavoro. L'età media di laurea, secondo Almalaurea, si aggira intorno ai 24-25 anni per i percorsi triennali, e 27 per quelli quinquennali. Per non parlare delle raccomandazioni con cui ormai si va avanti (Martone docet) alla faccia della meritocrazia!
Da studentessa posso fornire la mia personale esperienza sulla base di ciò che da anni vedo nella mia università, quella di Catania. Premesso che essa è rientrata tra le 33 università fuori legge in materia di tasse (ha infatti superato di ben 2.86 punti percentuali la soglia massima del 20% del rapporto tra soldi versati dagli studenti e soldi mandati dal Ministero) , i servizi offerti sono a mio avviso scadenti. Le aule delle varie Facoltà sono piccole e inadeguate; i mezzi forniti agli studenti nel 2012 rasentano l'età della pietra; alcuni tra gli alloggi messi a disposizione, le cosidette 'case dello studente', si sono rivelati talmente fatiscenti da doverli chiudere per sicurezza. Con conseguente diminuizione dei posti letto di cui gli studenti meritevoli dovrebbero beneficiare. I programmi formativi sono lunghi e antiquati, le sessioni d'esame troppo brevi ( 5 appelli ordinari in media all'anno, contro atenei che ne hanno anche 8, 9). I controlli effettuati sulle certificazioni reddituali presentati dagli studenti, poi, rasentano il ridicolo. Essi solitamente vengono fatti a campione, prelevando cioè 'a caso' un tot numero di iscritti e verificando successivamente se quanto dichiarato loro all'atto dell'iscrizione in materia di reddito, sia conforme alla realtà o meno. Ebbene, probabilmente non ci sarebbe nulla da eccepire ad un simile metodo, se venissero controllati anche tutti coloro che ogni anno rientrano regolarmente nelle graduatorie per ottenere posti letto, tesserini mensa, rimborso tasse e così via dicendo, pur non dichiarando il vero e togliendo di fatto, a chi merita realmente, la possibilità di ricevere questi contributi. I pochi miglioramenti visibili sono dovuti unicamente alle lotte portate avanti dagli studenti e da parte dei loro rappresentanti.
Questo è ciò che purtroppo accade da me e, a giudicare dai sondaggi compiuti nelle altre università, la situazione sembra più o meno la stessa ovunque.
Aggiungiamo alle difficoltà economiche, ai disservizi e alle raccomandazioni, i problemi di salute o di famiglia, che possono ostacolare il percorso universitario dello studente, per capire come sia facile finire tra gli "sfigati". Se è vero allora che l'università non è un parcheggio nel quale sostare a tempo indeterminato e senza giustificare quanti davvero non hanno voglia di far nulla, chiediamoci perchè ci sono così tanti fuori corso (e non necessariamente fuori corso-lavoratori), alla stregua di tutte le considerazioni fatte finora.
Martone ha infine parlato di "rimboccarsi le maniche" per costruirsi un futuro. Quello che mi chiedo io è: su quali basi? La disoccupazione in Italia ad inizio 2012 è dell' 8.9%. In aumento soprattutto la disoccupazione di lunga durata, cioè da più di 12mesi, pari al 52.6% e quella giovanile ( fascia d'età 15-24 anni), arrivata purtroppo al 31%, il dato più alto dal 2004.
Possedere il sudato "pezzo di carta" fa sempre meno differenza rispetto a chi ha un livello d'istruzione inferiore ed è per questo che a fronte di coloro che decidono di studiare, pur tra mille sacrifici, sono sempre più numerosi quelli che scelgono di non farlo. Perchè non possono permetterselo o perchè pensano non serva più a niente. Così sono circa 2 milioni i giovani che non studiano, nè hanno un lavoro. C'è chi prova a far qualcosa finiti gli studi, magari uno stage (anche se ce ne sono pochi e spesso non retribuiti) o un master, in genere costosissimi, restando comunque alle dipendenze dei genitori e diventando a pieno titolo "bamboccioni". Oppure c'è chi accetta lavori mal pagati e al limite dello sfruttamento umano. Non deve stupirci poi se molti scelgono di andarsene da questo Paese o se altri finiscono per delinquere pur di racimolare qualcosa.
Anziché chiacchiere ed offese dunque, caro Martone, c'è bisogno di fatti. Invece di sperperare denaro inutilmente, di operare solo tagli e di chiedere sacrifici alle famiglie ormai allo stremo, sacrificatevi anche voi che ve ne state comodamente seduti in poltrona. Investite sulla scuola, sull'università, sulla ricerca e realizzate politiche volte ad incentivare l'occupazione. Investite sui giovani, vera risorsa, presente e futuro di questo Paese. Perchè un Paese che rinuncia a questo, non potrà mai crescere veramente.
Grazia
Questa la brillante dichiarazione del viceministro al Lavoro e alle Politiche Sociali, Michael Martone, riguardo agli studenti che impiegano più tempo del necessario a conseguire la laurea. Ed è polemica.
Da bamboccioni, siamo passati a sfigati: tutti pronti a puntare il dito contro, ma mai nessuno che si assume le responsabilità del perchè i giovani in Italia non riescono più a costruirsi un futuro dignitoso.
Da studentessa 25enne vorrei replicare, iniziando da una considerazione: non abbiamo bisogno dell'ennesimo ministro che, salito in cattedra, sente il bisogno di impartire la sua lezioncina. Soprattutto se tale Ministro ha avuto una carriera talmente rapida da risultare fortemente sospetta. Andiamo con ordine.
Laureatosi in Giurisprudenza a soli 23anni, a 26 diventa ricercatore, a 31 è già professore ordinario di Diritto del Lavoro. Numeri sorprendenti, alla luce del fatto che in Italia i docenti under 40 sono circa l'1.5% del totale. Genio o...raccomandato? Stando ai fatti, nel 2003 erano 8 a concorrere per il posto di professore all'Università di Siena, ma 6 si ritirarono. Unica sfidante di Martone rimase Franca Bargongelli: due lauree, da 20 anni in servizio all'università, svariate pubblicazioni alle spalle (contro le due di Martone di cui una, pare, presentata in formato provvisorio, cioè in teoria contro al regolamento. Ma evidentemente i membri della Commissione chiusero entrambi gli occhi sulla forma.) Insomma, la Bargongelli era infinitamente più indicata a ricoprire il ruolo, che però venne assegnato a Martone. Oggi, a distanza di anni, uno dei professori ai tempi chiamato a decidere rivela che Martone fu raccomandato. Ma no, possibile? Possibile si, considerato anche che suo padre, Antonio, è stato Avvocato Generale della Cassazione, nonchè membro della Commissione sulla Trasparenza nella Pubblica Amministrazione nominata da Brunetta.
A voi trarre le dovute considerazioni al riguardo.
Il caro viceministro poi probabilmente non sa che non tutti abbiamo un genitore potente. E nemmeno un nonno, un prozio, un cugino di sesto grado o tantomeno un vicino di casa in grado di "spingerci".
La maggior parte degli studenti italiani sono giovani costretti a contribuire al mantenimento agli studi, perchè le famiglie da sole non riescono più a farlo. In un periodo reso molto difficile dalla profonda crisi che stiamo vivendo, per far fronte ai tagli operati dallo Stato si è pensato bene di aumentare ulteriormente le tasse universitarie, che si aggirano già intorno ai 1100euro annuali in media. Tasse altissime, soprattutto se considerato che in Europa vi sono Paesi come Danimarca, Norvegia o Austria dove il contributo allo studio è di 0 euro. Si, proprio così: incredibilmente esistono ancora posti dove lo studio è considerato un diritto accessibile a tutti e perciò gratuito.
Non bastasse, gli atenei italiani peggiorano nella classifica mondiale delle università più prestigiose del pianeta: per trovare la prima delle nostre, Bologna, bisogna scendere giù fino al 183esimo posto (lo scorso anno era 176esima). Colpa degli studenti fuori corso? Non credo. Un disastro simile si deve a molteplici cause, in primis alla decisione del Governo di non investire praticamente più sull'Istruzione: nel 2013 verranno stanziati solo 13 milioni di euro, contro i due miliardi di Germania e Francia, tanto per fare un esempio.
Il crollo dell'università italiana è poi dovuto all'aumento delle tasse, di cui ho accennato precedentemente. Aumentare il contributo richiesto alle famiglie non farebbe altro che rendere ulteriormente il diritto allo studio roba per pochi. Per quell'élite composta da figli di papà che col denaro possono tutto. Dimenticando però che quello all'istruzione è un diritto sancito dalla nostra Costituzione, che in tal modo verrebbe violata.
Ma poi...aumentare le tasse per avere in cambio cosa? Servizi sempre più scadenti? Si perchè qui veniamo all'altro grande problema della scuola e dell'università italiane. Un terzo degli edifici scolastici non è a norma di legge. Ogni anno migliaia di studenti risultano idonei alla borsa di studio, di cui però non possono beneficiare perchè non ci sono fondi per le stesse. La qualità dei programmi di studio spesso è inadeguata ad offrire la dovuta preparazione in vista dell'inserimento nel mondo del lavoro. L'età media di laurea, secondo Almalaurea, si aggira intorno ai 24-25 anni per i percorsi triennali, e 27 per quelli quinquennali. Per non parlare delle raccomandazioni con cui ormai si va avanti (Martone docet) alla faccia della meritocrazia!
Da studentessa posso fornire la mia personale esperienza sulla base di ciò che da anni vedo nella mia università, quella di Catania. Premesso che essa è rientrata tra le 33 università fuori legge in materia di tasse (ha infatti superato di ben 2.86 punti percentuali la soglia massima del 20% del rapporto tra soldi versati dagli studenti e soldi mandati dal Ministero) , i servizi offerti sono a mio avviso scadenti. Le aule delle varie Facoltà sono piccole e inadeguate; i mezzi forniti agli studenti nel 2012 rasentano l'età della pietra; alcuni tra gli alloggi messi a disposizione, le cosidette 'case dello studente', si sono rivelati talmente fatiscenti da doverli chiudere per sicurezza. Con conseguente diminuizione dei posti letto di cui gli studenti meritevoli dovrebbero beneficiare. I programmi formativi sono lunghi e antiquati, le sessioni d'esame troppo brevi ( 5 appelli ordinari in media all'anno, contro atenei che ne hanno anche 8, 9). I controlli effettuati sulle certificazioni reddituali presentati dagli studenti, poi, rasentano il ridicolo. Essi solitamente vengono fatti a campione, prelevando cioè 'a caso' un tot numero di iscritti e verificando successivamente se quanto dichiarato loro all'atto dell'iscrizione in materia di reddito, sia conforme alla realtà o meno. Ebbene, probabilmente non ci sarebbe nulla da eccepire ad un simile metodo, se venissero controllati anche tutti coloro che ogni anno rientrano regolarmente nelle graduatorie per ottenere posti letto, tesserini mensa, rimborso tasse e così via dicendo, pur non dichiarando il vero e togliendo di fatto, a chi merita realmente, la possibilità di ricevere questi contributi. I pochi miglioramenti visibili sono dovuti unicamente alle lotte portate avanti dagli studenti e da parte dei loro rappresentanti.
Questo è ciò che purtroppo accade da me e, a giudicare dai sondaggi compiuti nelle altre università, la situazione sembra più o meno la stessa ovunque.
Aggiungiamo alle difficoltà economiche, ai disservizi e alle raccomandazioni, i problemi di salute o di famiglia, che possono ostacolare il percorso universitario dello studente, per capire come sia facile finire tra gli "sfigati". Se è vero allora che l'università non è un parcheggio nel quale sostare a tempo indeterminato e senza giustificare quanti davvero non hanno voglia di far nulla, chiediamoci perchè ci sono così tanti fuori corso (e non necessariamente fuori corso-lavoratori), alla stregua di tutte le considerazioni fatte finora.
Martone ha infine parlato di "rimboccarsi le maniche" per costruirsi un futuro. Quello che mi chiedo io è: su quali basi? La disoccupazione in Italia ad inizio 2012 è dell' 8.9%. In aumento soprattutto la disoccupazione di lunga durata, cioè da più di 12mesi, pari al 52.6% e quella giovanile ( fascia d'età 15-24 anni), arrivata purtroppo al 31%, il dato più alto dal 2004.
Possedere il sudato "pezzo di carta" fa sempre meno differenza rispetto a chi ha un livello d'istruzione inferiore ed è per questo che a fronte di coloro che decidono di studiare, pur tra mille sacrifici, sono sempre più numerosi quelli che scelgono di non farlo. Perchè non possono permetterselo o perchè pensano non serva più a niente. Così sono circa 2 milioni i giovani che non studiano, nè hanno un lavoro. C'è chi prova a far qualcosa finiti gli studi, magari uno stage (anche se ce ne sono pochi e spesso non retribuiti) o un master, in genere costosissimi, restando comunque alle dipendenze dei genitori e diventando a pieno titolo "bamboccioni". Oppure c'è chi accetta lavori mal pagati e al limite dello sfruttamento umano. Non deve stupirci poi se molti scelgono di andarsene da questo Paese o se altri finiscono per delinquere pur di racimolare qualcosa.
Anziché chiacchiere ed offese dunque, caro Martone, c'è bisogno di fatti. Invece di sperperare denaro inutilmente, di operare solo tagli e di chiedere sacrifici alle famiglie ormai allo stremo, sacrificatevi anche voi che ve ne state comodamente seduti in poltrona. Investite sulla scuola, sull'università, sulla ricerca e realizzate politiche volte ad incentivare l'occupazione. Investite sui giovani, vera risorsa, presente e futuro di questo Paese. Perchè un Paese che rinuncia a questo, non potrà mai crescere veramente.
Grazia
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lunedì 9 gennaio 2012
Gennaio, mese terribile!
Odio Gennaio, è ufficiale.
Per anni ho creduto che Novembre fosse il mese più brutto dell'anno: le giornate si accorciano, arriva il primo freddo, l'aria è così "grigia"... Col tempo mi sono ricreduta: Gennaio è infinitamente peggio!
Già le premesse non sono delle migliori: il 31 Dicembre siamo tutti lì ad aspettare il Grande Cambiamento,quello che darà alle nostre vite una direzione tutta diversa...una svolta epocale, insomma, ed in sole 24ore, stupefacente! Inutile dire che poi, puntualmente,Gennaio arriva ma non succede nulla! Siamo all'inizio, ok, bisogna essere ottimisti...però ammettiamolo: a parte il fastidioso mal di testa dovuto ai festeggiamenti della notte precedente, non c'è stato nessun cambiamento istantaneo. Nessun miracolo. Pura delusione.
Gennaio è anche il mese dei buoni propositi, maturati tra una fetta di panettone ed un piatto di lenticchie. Propositi che, passate le feste, si scontrano con il ritorno alla vita di tutti i giorni...il che, credetemi, non è mai semplice. Anzi, è qui che avviene il dramma.
Le vacanze natalizie ci lasciano addosso gli immancabili chili di troppo; quelli che, mentre si accumulavano, facevamo finta di non vedere. E che una volta posizionati qua e là sul nostro corpo, non se ne vanno via mica facilmente, oh no! Quindi al rientro, ci tocca la dieta. E la palestra. E sappiamo tutti come vincere la pigrizia e la voglia di dolci e fritture, sia un'impresa a dir poco epica. A tutto ciò bisogna aggiungere il trauma del rientro al lavoro, la nostalgia per i tempi passati sul divano nella totale nullafacenza e il freddo pungente che in questi giorni non dà tregua, per avere il quadro della situazione quasi al completo.
Perchè poi c'è la S.D.I.P.E.
Che detta così può pure sembrare una cosuccia simpatica, ma in realtà c'è ben poco da ridere. La S.D.I.P.E., Sindrome Da Imbruttimento Pre -Esami, è una catastrofe che colpisce la quasi totalità degli studenti universitari, più donne che uomini. Ci sono varie forme di S.D.I.P.E., a seconda dei periodi di diffusione, direttamente collegabili alle sessioni d'esami. In ordine crescente di gravità, troviamo innanzitutto la S.D.I.P.E. della sessione estiva, la più leggera. Sarà perchè ci sono già le belle giornate, che mettono di buon umore; o perchè comunque vada, chissenefrega! è estate e dunque automaticamente si va in vacanza; fatto sta che gli effetti della sindrome in questo periodo sono appena visibili: giusto un pò di stanchezza, un 'lieve' calo di concentrazione ( il pensiero è rivolto ormai al bagnino figo giù al lido o alle ragazze in micro-bikini) ed il colorito rosso intenso/dorato di chi ha voluto andare a ripassare in spiaggia (e si è scottato).
Poi c'è la S.D.I.P.E. della sessione autunnale, mediamente pesante. Ricominciare dopo l'estate è sicuramente un trauma, un'ingiustizia inaccettabile per ogni studente che si rispetti. Ma il tutto è bilanciato dal tempo ancora mite; dalla pelle ancora leggermente abbronzata; dai vari 'inciuci' estivi freschi freschi da raccontare agli amici, per rendere più sopportabili le giornate di studio.
Infine, ecco la più temibile: la S.D.I.P.E. da sessione invernale, che non lascia scampo alcuno. Questa variante della sindrome si aggiunge alle conseguenze del post Natale di cui sopra e gli effetti sono a dir poco devastanti! Negli uomini è possibile notare un accenno di pancetta, la barba incolta, l'uso dei vestiti del giorno prima (e di quello prima ancora), perchè bisogna studiare e non c'è mica tempo per star lì a cambiarsi, eh! Nelle donne è anche peggio: se gli uomini utilizzano l'abbigliamento del giorno prima, le fanciulle non si vestono proprio! Nel periodo pre-esami si sta rigorosamente in pigiama, preferibilmente taglia XXL, che è più comodo. è bandito lo shampoo, tra le perdite di tempo più gravi, e si rispolvera il vecchio mollettone per tenere fermi i capelli in fantasiosi, orridi, toupè. Ogni contatto umano è bandito, se non con altre studentesse nelle medesime condizioni. Unica forma d'affetto concessa è quella data dal cioccolato, leale compagnia dei lunghi pomeriggi passati sui libri (il buon proposito della dieta è ormai un lontano ricordo). Completano il tutto il colorito cadaverico, gli immancabili brufoli nati dalla schifezze ingerite in quantità industriali e i sensi di colpa per essersi ridotte all'ultimo minuto (anche i maschietti sono soliti ridursi all'ultimo, ma reggono meglio la pressione!). Non vi è consolazione alcuna, se non quella di aver fatto un passo avanti verso la laurea, forse! Anche se... a pensarci bene... Gennaio è il mese dei saldi invernali...dunque in fondo qualcosa di positivo c'è!
Però mi chiedo: con sta crisi ci sarà davvero qualcuno che compra qualcosa? Mah! In attesa di una risposta, finisco il mio barattolo di Nutella...
Grazia
Per anni ho creduto che Novembre fosse il mese più brutto dell'anno: le giornate si accorciano, arriva il primo freddo, l'aria è così "grigia"... Col tempo mi sono ricreduta: Gennaio è infinitamente peggio!
Già le premesse non sono delle migliori: il 31 Dicembre siamo tutti lì ad aspettare il Grande Cambiamento,quello che darà alle nostre vite una direzione tutta diversa...una svolta epocale, insomma, ed in sole 24ore, stupefacente! Inutile dire che poi, puntualmente,Gennaio arriva ma non succede nulla! Siamo all'inizio, ok, bisogna essere ottimisti...però ammettiamolo: a parte il fastidioso mal di testa dovuto ai festeggiamenti della notte precedente, non c'è stato nessun cambiamento istantaneo. Nessun miracolo. Pura delusione.
Gennaio è anche il mese dei buoni propositi, maturati tra una fetta di panettone ed un piatto di lenticchie. Propositi che, passate le feste, si scontrano con il ritorno alla vita di tutti i giorni...il che, credetemi, non è mai semplice. Anzi, è qui che avviene il dramma.
Le vacanze natalizie ci lasciano addosso gli immancabili chili di troppo; quelli che, mentre si accumulavano, facevamo finta di non vedere. E che una volta posizionati qua e là sul nostro corpo, non se ne vanno via mica facilmente, oh no! Quindi al rientro, ci tocca la dieta. E la palestra. E sappiamo tutti come vincere la pigrizia e la voglia di dolci e fritture, sia un'impresa a dir poco epica. A tutto ciò bisogna aggiungere il trauma del rientro al lavoro, la nostalgia per i tempi passati sul divano nella totale nullafacenza e il freddo pungente che in questi giorni non dà tregua, per avere il quadro della situazione quasi al completo.
Perchè poi c'è la S.D.I.P.E.
Che detta così può pure sembrare una cosuccia simpatica, ma in realtà c'è ben poco da ridere. La S.D.I.P.E., Sindrome Da Imbruttimento Pre -Esami, è una catastrofe che colpisce la quasi totalità degli studenti universitari, più donne che uomini. Ci sono varie forme di S.D.I.P.E., a seconda dei periodi di diffusione, direttamente collegabili alle sessioni d'esami. In ordine crescente di gravità, troviamo innanzitutto la S.D.I.P.E. della sessione estiva, la più leggera. Sarà perchè ci sono già le belle giornate, che mettono di buon umore; o perchè comunque vada, chissenefrega! è estate e dunque automaticamente si va in vacanza; fatto sta che gli effetti della sindrome in questo periodo sono appena visibili: giusto un pò di stanchezza, un 'lieve' calo di concentrazione ( il pensiero è rivolto ormai al bagnino figo giù al lido o alle ragazze in micro-bikini) ed il colorito rosso intenso/dorato di chi ha voluto andare a ripassare in spiaggia (e si è scottato).
Poi c'è la S.D.I.P.E. della sessione autunnale, mediamente pesante. Ricominciare dopo l'estate è sicuramente un trauma, un'ingiustizia inaccettabile per ogni studente che si rispetti. Ma il tutto è bilanciato dal tempo ancora mite; dalla pelle ancora leggermente abbronzata; dai vari 'inciuci' estivi freschi freschi da raccontare agli amici, per rendere più sopportabili le giornate di studio.
Infine, ecco la più temibile: la S.D.I.P.E. da sessione invernale, che non lascia scampo alcuno. Questa variante della sindrome si aggiunge alle conseguenze del post Natale di cui sopra e gli effetti sono a dir poco devastanti! Negli uomini è possibile notare un accenno di pancetta, la barba incolta, l'uso dei vestiti del giorno prima (e di quello prima ancora), perchè bisogna studiare e non c'è mica tempo per star lì a cambiarsi, eh! Nelle donne è anche peggio: se gli uomini utilizzano l'abbigliamento del giorno prima, le fanciulle non si vestono proprio! Nel periodo pre-esami si sta rigorosamente in pigiama, preferibilmente taglia XXL, che è più comodo. è bandito lo shampoo, tra le perdite di tempo più gravi, e si rispolvera il vecchio mollettone per tenere fermi i capelli in fantasiosi, orridi, toupè. Ogni contatto umano è bandito, se non con altre studentesse nelle medesime condizioni. Unica forma d'affetto concessa è quella data dal cioccolato, leale compagnia dei lunghi pomeriggi passati sui libri (il buon proposito della dieta è ormai un lontano ricordo). Completano il tutto il colorito cadaverico, gli immancabili brufoli nati dalla schifezze ingerite in quantità industriali e i sensi di colpa per essersi ridotte all'ultimo minuto (anche i maschietti sono soliti ridursi all'ultimo, ma reggono meglio la pressione!). Non vi è consolazione alcuna, se non quella di aver fatto un passo avanti verso la laurea, forse! Anche se... a pensarci bene... Gennaio è il mese dei saldi invernali...dunque in fondo qualcosa di positivo c'è!
Però mi chiedo: con sta crisi ci sarà davvero qualcuno che compra qualcosa? Mah! In attesa di una risposta, finisco il mio barattolo di Nutella...
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giovedì 29 dicembre 2011
Cronaca dell'anno che se ne va, pensando già a quello che viene (Maya inclusi).
Il 2011 è ormai agli sgoccioli.
Un anno ricco di eventi, questo che volge al termine: dalla Primavera Araba alla strage norvegese, passando per il terremoto in Giappone; dalla morte di Osama Bin Laden a quella di Gheddafi, che ha posto fine alla dittatura in Libia durata circa 42anni. Dalla conclusione della guerra in Iraq e il ritiro delle truppe americane dal Paese alla crisi economica che ha scatenato le proteste nelle maggiori piazze del Mondo. Senza tralasciare il Royal Wedding tra il principe William e Kate Middleton, che ha ufficialmente sancito la discutibile passione dei Reali Inglesi per quei cappellini 'very horrible'.
In Italia possiamo ricordare lo scandalo a luci rosse detto Rubygate, le dimissioni di Berlusconi e la formazione di un governo tecnico che ha recentemente varato una manovra finanziaria volta, teoricamente, a salvare il Paese...di fatto si chiedono altri enormi, pesanti, sacrifici agli Italiani.
Insomma di certo un anno movimentato, difficile...ma...qualcuno di voi ha seriamente pensato al 2012 e alla profezia dei Maya????
Cioè...poniamo il caso che quei simpaticoni ottimisti avessero ragione: il 21 Dicembre 2012 arriverà la fine del mondo. Come e a che ora, non è dato saperlo.
Visti gli avvenimenti passati uno potrebbe anche pensare che la fine del mondo sia già arrivata, con largo anticipo (e in tal caso, chi lo dice ai Maya?) ma supponiamo non sia così e torniamo al 21 Dicembre 2012.
La cosa negativa è che siamo condannati.
Visti gli avvenimenti passati uno potrebbe anche pensare che la fine del mondo sia già arrivata, con largo anticipo (e in tal caso, chi lo dice ai Maya?) ma supponiamo non sia così e torniamo al 21 Dicembre 2012.
La cosa negativa è che siamo condannati.
La cosa positiva è che lo siamo tutti: belli e brutti, poveri e ricchi, operai e politici. Avere i privilegi ed un conto in banca a 6 zeri o più, dubito possa fare la differenza in questo caso (e nemmeno possedere qualche isolotto privato sul quale rifugiarsi : fine del mondo significa mondo 'tutto intero', senza eccezioni! ). Dunque rallegriamoci: come si dice, mal comune mezzo gaudio!
Poi però penso alla mia situazione se, in data 21 Dicembre 2012, le cose fossero tali e quali ad ora: sarei sempre senza lavoro, ancora mantenuta, senza una casa propria. E ancora: dopo anni di sacrifici, tasse e contributi pagati all'Università; anni di chili presi e mai più perduti mangiando cibi in-sani a mensa; anni di corse all'alba per trovare un posto in aule minuscole; anni di domandine per posti letto e borse di studio che tanto puntualmente non ti accettano se non hai i due requisiti fondamentali 'Raccomandazione e Conoscenze' (pensavate mi riferissi al merito e al reddito eh? pfff poveri illusi!)...insomma dopo tutto questo, morirò da E.S.F.C., Eterna Studentessa Fuori Corso. Oltre al danno, la beffa.
Poi però penso alla mia situazione se, in data 21 Dicembre 2012, le cose fossero tali e quali ad ora: sarei sempre senza lavoro, ancora mantenuta, senza una casa propria. E ancora: dopo anni di sacrifici, tasse e contributi pagati all'Università; anni di chili presi e mai più perduti mangiando cibi in-sani a mensa; anni di corse all'alba per trovare un posto in aule minuscole; anni di domandine per posti letto e borse di studio che tanto puntualmente non ti accettano se non hai i due requisiti fondamentali 'Raccomandazione e Conoscenze' (pensavate mi riferissi al merito e al reddito eh? pfff poveri illusi!)...insomma dopo tutto questo, morirò da E.S.F.C., Eterna Studentessa Fuori Corso. Oltre al danno, la beffa.
Poi uno non si deve incazzare.
Grazia
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